Cronaca
26 Novembre 2015
Nessuna levata di scudi dall'associazione: "Il vescovo non riveste alcun ruolo di responsabilità dal 2005"

Comunione e Liberazione scarica Negri

di Ruggero Veronese | 2 min

Luigi NegriChi si aspettava una levata di scudi di Comunione e Liberazione nei confronti di  Luigi Negri rimarrà deluso di fronte al secco comunicato stampa con cui l’associazione cattolica prende le distanze dal suo storico esponente. “Qualora l’arcivescovo di Ferrara avesse pronunziato tali affermazioni, esse sarebbero unicamente espressione della sua personale opinione e non certo di Comunione e Liberazione, nella quale monsignor Negri non riveste alcun ruolo di responsabilità dal 2005”.

Una presa di posizione  in cui la formula ipotetica (‘qualora avesse pronunziato’) può sembrare quasi come un atto dovuto, e che passa in secondo piano di fronte alla nettezza con cui Cl nega ogni ruolo attivo di Negri all’interno dell’associazione. E il resto del comunicato prosegue sulla stessa falsariga: da un lato i dubbi sulla fondatezza dello scoop del ‘Fatto’, dall’altra una ferma condanna per i concetti che Negri avrebbe espresso. Non tanto a proposito della sibillina ‘invocazione’ della Madonna (“Speriamo che con Bergoglio faccia un miracolo come con l’altro”, che si potrebbe aprire a varie interpretazioni), ma per il ben più esplicito dissenso del vescovo verso le nomine e le procedure seguite da Papa Francesco.

“Tali affermazioni, così grossolane nella forma e inaccettabili nel contenuto che sembra impossibile provengano da un arcivescovo – scrive l’associazione fondata da Don Giussani – sono totalmente contrarie ai sentimenti di Comunione e Liberazione nei confronti di Papa Francesco e degli Arcivescovi di Bologna e di Palermo. Dal giorno della elezione del Cardinale Jorge Mario Bergoglio, don Carrón non si stanca di indicare la testimonianza e il magistero di Papa Francesco come fondamentali per l’esperienza e il cammino di Cl, che desidera costantemente seguirlo affettivamente ed effettivamente in ogni suo gesto e parola. Don Giussani ci ha sempre insegnato che l’amore e l’obbedienza al Papa sono condizioni decisive per un battezzato, se non vuole finire prigioniero delle proprie interpretazioni e dei propri pensieri”.

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