Cronaca
6 Novembre 2015
La campagna antinfluenzale parte lunedì ed è raccomandata a tutti i soggetti a rischio

Vaccini, “comunicazione distorta, tornate a vaccinarvi”

di Elisa Fornasini | 4 min

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OLYMPUS DIGITAL CAMERAQuest’anno bisogna stare ancora più attenti all’influenza. Non perché il virus sarà più ‘pericoloso’ rispetto agli altri anni, ma perché il cambio di stagione che tarda ad arrivare potrebbe indurre le persone a prendere sottogamba la malattia. È questo l’avvertimento lanciato dall’Ausl di Ferrara durante la presentazione della campagna antinfluenzale che partirà lunedì 9 novembre. Nelle prossime due settimane (fino al 21 novembre, compresi i sabati) i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e i servizi vaccinali delle Aziende Usl saranno pronti per vaccinare le persone interessate. Come sempre, la vaccinazione è raccomandata e gratuita per tutti i soggetti a rischio, ovvero gli over 65, bambini con patologie croniche, donne incinte, medici e personale sanitario e, in generale, addetti a servizi pubblici di interesse collettivo.

L’invito, quindi, è quello di non lasciarsi ingannare dal clima mite e soprattutto dalla campagna anti-vaccini perpetuata nell’ultimo anno. A ribadire la propria presa di posizione a favore delle vaccinazioni è il direttore sanitario dell’Ausl Mauro Marabini: “L’attenzione alla prevenzione è una caratterista peculiare della nostra nazione, rispetto agli altri Paesi che hanno perso questa conquista dell’umanità raggiunta nel secolo scorso e che ci ha permesso di superare importanti malattie come il vaiolo e il morbillo”. A detta del direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica Giuseppe Cosenza, la colpa di questa “diffidenza” nei confronti delle vaccinazione, vista come “una scommessa di prevenzione per non ammalarsi ma di cui non si vede subito l’effetto”, sta nella “comunicazione distorta”.

Una ‘distorsione’ condannata senza mezzi termini dal presidente dell’Ordine dei Medici Bruno di Lascio: “Nella gerarchia della responsabilità è curioso che il fallimento della comunicazione venga additato a ogni singola realtà quando dovrebbe essere fatta in senso verticale. Il Ministero della Sanità si è posto la domanda se abbia un minimo di senso di responsabilità sull’argomento o no? Dopo il suo silenzio assordante, ora vuole prevedere sanzioni a carico dei medici che sconsigliano le vaccinazioni. È inevitabile che le vaccinazioni rappresentino l’unico elemento per evitare di contrarre una malattia ma questo deve essere veicolato da una serenità degli operatori – conclude Di Lascio -. Bisogna riconquistare quella fiducia che si è sgranata, non per la responsabilità dei medici ma per la sbagliata informazione”.

“Bisogna sfatare tutti i dubbi che gli episodi gonfiati dell’anno scorso avevano fatto in modo di dissuadere molte persone a vaccinarsi” conferma Marisa Cova, responsabile M.O. Prevenzione e Controllo delle Malattie trasmissibili, che rassicura: “Dei 330 casi segnalati in Italia, sono risultati largamente non correlati alla vaccinazione”. Stessa situazione a livello locale, dove a Ferrara “sono state sconfessate tutte e sette le segnalazioni di reazioni gravi con ricovero correlati al vaccino”. La campagna anti-vaccino ha portato a un calo delle vaccinazioni, anche se una riduzione progressiva era già partita dagli anni precedenti. Ad esempio la copertura per gli anziani è passata negli ultimi anni dal 75% al 50%.

Eppure i dati parlano chiaro: l’anno scorso in Emilia Romagna si sono contati 575mila malati e 169 casi gravi, “di cui il 90% erano evitabili perché coinvolgeva categorie a rischio che avrebbero dovuto assolutamente vaccinarsi” fa sapere Cosenza. Di questi 153 malati a rischio, solo 34 erano stati vaccinati e 61 sono morti a causa delle complicanze della malattia. A Ferrara si sono registrati 23 casi gravi: tra questi, quattro persone dai 60 ai 75 anni (di cui tre con pluripatologie) non ce l’hanno fatta. “Da qui si capisce subito l’importanza della prevenzione, il nostro consiglio come medici è fare assolutamente la vaccinazione” ribadisce il direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica invocando il cosiddetto “effetto gregge” che permette di avere un’influenza positiva anche sui non vaccinati.

La composizione del vaccino di quest’anno è lievemente modificata rispetto alle stagioni precedenti con due antigeni analoghi al ceppo A e uno analogo al ceppo B. Ce ne sono a disposizione due tipi: a subunità fino ai 64 anni e adiuvato per la popolazione dai 65 anni in poi. Oltre agli anziani, i soggetti a rischio sono i bambini con patologie croniche. “In pediatria c’è un andamento standard nella vaccinazione antinfluenzale perché abbiamo il compito di vaccinare solamente i bambini a rischio – spiega Angela Garbini, responsabile Vaccinazioni per Pediatria di Comunità – mentre c’è un calo di adesioni nelle vaccinazioni di routine che interessano anche i bambini sani e le famiglie che cominciano ad avanzare ipotesi da danno di vaccino. Questa insofferenza rispetto alle vaccinazioni generali deve finire”.

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