Sport
5 Novembre 2015
Il presidente della Spal Mattioli: "Abbiamo bisogno di giovani che vengano allo stadio per divertirsi"

Bambini “a scuola di tifo”

di Elisa Fornasini | 3 min

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OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl tifo diventa materia scolastica. È partito oggi, mercoledì 4 novembre, il nuovo progetto “A scuola di tifo” che coinvolgerà 150 bambini delle scuole primarie “Biagio Rossetti” e “Giorgio Bombonati”: sette classi di terza, quarta e quinta, avranno la possibilità di conoscere da vicino la Spal e, più in generale, la cultura della sportività. L’iniziativa intende infatti promuovere il cosiddetto ‘tifo positivo’ tra i piccoli studenti, trasmettendo i valori sani dello sport ai tifosi del domani e prendendo le distanze dai comportamenti scorretti dei tifosi di oggi.

Una questione al centro della cronaca di queste ultime settimane, dopo il divieto ai sostenitori spallini di seguire due trasferte della propria squadra del cuore a causa degli scontri con i tifosi di Rimini. Tafferugli fortemente condannati dalla società biancazzurra e dall’amministrazione comunale che avrebbe dovuto essere presente all’incontro con la partecipazione degli assessori Massimo Maisto, Simone Merli e Annalisa Felletti. Tutti e tre hanno dato forfait.

In questo ‘periodo di fuoco’ per il tifo calcistico cittadino, è rimasto solo il presidente della Spal Walter Mattioli ad inaugurare questo nuovo progetto nelle scuole. “Abbiamo bisogno di tifosi giovani che vengano allo stadio per divertirsi: ci sta che ci si prenda in giro con gli avversari ma deve essere uno sfottò simpatico e mai sfociare in cose brutte” ammonisce il presidente biancazzurro. Per portare gli studenti più vicino alla “squadra della vostra città”, Mattioli li invita gratuitamente allo stadio per vedere la capolista all’opera e per vivere in prima persona l’atmosfera della partita.

“Sarete nostri ospiti e farete parte delle 4mila persone che tutte le domeniche vengono allo stadio per incoraggiare la propria squadra – ribadisce il presidente spallino – specialmente ora che c’è un grandissimo entusiasmo per arrivare in serie B. Certo, in questi ultimi anni si è tanto parlato di una dirigenza sbagliata e quindi si è visto il decadimento del tifo, ma ora è tempo che ai tifosi di vecchia generazione si aggiungano sostenitori più giovani”. Un’attenzione ai più piccoli già dimostrata nel settore giovanile, “che attualmente conta 350 ragazzi ma che aumenta ogni anno”. Chissà che un giorno non ne faccia parte anche il figlio di Giorgio Zamuner, studente alla Rossetti e vero e proprio ammiratore del suo papà “imperatore”.

Il progetto, organizzato da Valentina Ferrozzi, presidente del coordinamento Spal Camp, e sostenuto da Massimiliano Urbinati, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo n.5, vede il coinvolgimento anche della polizia. “Cosa c’entra la polizia con lo sport?” chiede ai bambini la vice questore vicario Francesca Montereali. “Perché alcun tifosi sono delinquenti” risponde prontamente uno studente. “Non tutti i tifosi si comportano bene” conferma la vice questore che invita i piccoli a “trasmettere questo insegnamento ai propri genitori per avere un effetto positivo”.

Anche se non tutte le famiglie hanno apprezzato l’iniziativa, sostenendo che ‘ruberà’ ore di insegnamento a materie più importanti. “Superate le ‘barriere’ dei genitori, questo progetto pilota potrà crescere e arrivare anche alle medie – anticipa Ferrozzi -. È una bella esperienza per i bambini che potranno incontrare da vicino le società sportive e la polizia, per un totale di 10 ore. A queste si aggiungeranno 4 ore di appuntamenti più ludici con i giocatori, che in primavera li porteranno in giardino a giocare e ad allenarsi, sempre nel rispetto dei valori dello sport”.

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