Cronaca
23 Ottobre 2015
L'azienda accusata di 'atteggiamento arrogante' dallo Snalv, ma si era spinta addirittura oltre i suoi obblighi sindacali

Salus: la clinica ‘vittima’ delle schermaglie tra sindacati

di Ruggero Veronese | 3 min
Il centro Salus in via Arianuova

Il centro Salus in via Arianuova

Lo Snalv escluso dalle attività sindacali nei centri Salus? Forse dagli altri sindacati, ma non certo dalla società. Questa, in sintesi, la posizione dei responsabili e dei legali dell’azienda sanitaria, nella risposta (che pubblichiamo integralmente) alle parole del segretario provinciale Snalv Jairo Luis Attanasio che, pochi giorni fa, denunciava l’esclusione del proprio sindacato dagli incontri per la contrattazione di turni, orari e straordinari. Un attacco mirato sia a Cgil e Cisl – accusati di ‘ostruzionismo’ verso il meno noto Snalv -, sia all’azienda Salus, che secondo il sindacalista avrebbe tenuto un “atteggiamento arrogante” di fronte alle richieste di partecipazione dei propri dipendenti. Ma la verità, a quanto pare, è un po’ diversa. Perché è vero che i sindacati confederali non hanno mai accettato la richiesta da parte dello Snalv di partecipare alle elezioni delle Rsu, ma a correre in soccorso al sindacato autonomo era stata proprio l’azienda, invitando tre suoi rappresentanti alle riunioni sindacali, l’ultima delle quali si è tenuta due settimane fa.

Il rischio insomma è che le polemiche – non necessariamente infondate – tra sindacati lascino sul campo vittime innocenti, e in questo caso proprio la società Salus, che oltre alla clinica in via Arianuova gestisce una residenza sanitaria assistenziale e il centro Malacarne. I problemi dello Snalv infatti derivano dal fatto che nel 2006 non fu tra i firmatari del contratto nazionale di categoria (non avendo abbastanza iscritti) e per questo motivo, secondo le normative sindacali, non può partecipare alle elezioni delle Rsu e quindi alle contrattazioni con le aziende. Una situazione che secondo Attanasio crea un problema di rappresentanza, visto che lo Snalv conta decine di iscritti recentemente ‘migrati’ da Cgil e Cisl (ma solo 29 rispetto ai 42 dichiarati alla stampa, nessuno dei quali in via Arianuova) che non hanno diritto ad eleggere un proprio rappresentante.

Una situazione in cui l’azienda non ha margine di intervento, visto che dovrebbe essere chiarita e risolta soltanto dagli stessi sindacati. E nella replica ad Attanasio l’avvocato Laura Foschini, legale di Salus, chiarisce che “nonostante la sigla sindacale Snalv non fosse tra quelle firmatarie del contratto e pertanto non avesse titolo per partecipare all’incontro (dell’8 ottobre, ndr), le aziende hanno comunque invitato al confronto tutte le Rsa nominato dal sindacato autonomo Snalv e precisamente 2 delegate per la Malacarne e una delegata per la Rsa, che quindi hanno presenziato e partecipato fattivamente alla discussione”. Fatti noti anche allo stesso sindacato, visto che “di ciò è a perfetta conoscenza il sig. Jairo Luis Attanasio in quanto sia precedentemente che successivamente all’incontro vi è stato scambio di e-mail e incontri personali fra il segretario provinciale della Snalv e la responsabile della azienda che ha più volte richiamato la corretta applicazione da parte della stessa della normativa sindacale vigente”.

Impossibile quindi parlare di turni e orari di lavoro decisi “senza contrattazione e con poca trasparenza”, mentre la società Salus condanna anche le parole di Attanasio secondo cui “c’è un atteggiamento arrogante da parte dell’azienda che non colpisce solo i lavoratori e la loro dignità, ma che causa anche problemi per i pazienti e i loro parenti, dai quali sono già arrivate proteste”. Una circostanza “del tutto infondata” secondo la Salus, che potrebbe intraprendere vie legali per sgomberare il campo da ogni fraintendimento.

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