Si ritorna alla Corte d’assise di Appello di Bologna per una delle tre persone condannate per l’omicidio della pensionata Rina Guidi, avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 settembre 2011.
A deciderlo è stata la Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso presentato da Luigi Milazzo, condannato in due gradi di giudizio per concorso anomalo nell’omicidio a 17 anni di detenzione. “Abbiamo fatto ricorso – afferma lo stesso Milazzo, assistito dall’avvocatessa Stella Pancari – sostenendo che la pena, in proporzione a quella ricevuta dagli altri due, era alta”.
Veniva lamentata, insomma, la quantificazione della pena: 17 anni a Luigi Milazzo, che non voleva commettere un omicidio (ecco il perché del concorso anomalo), mentre i giudici, in un processo separato, avevano dato 20 anni con rito abbreviato a Stefania Guidi Colombi, ex nuora dell’anziana vittima, e al il compagno Filippo Milazzo, per omicidio volontario in concorso.
La Cassazione il 15 ottobre scorso ha dato ragione alla difesa – che già in appello aveva presentato gli stessi motivi contro la sentenza di condanna, senza contestare il merito – annullando la sentenza d’appello e rinviando gli atti a una diversa sezione della Corte d’Assise di Appello di Bologna che ora dovrà, sostanzialmente, quantificare nuovamente la pena per Milazzo.