“Ma di cosa stiamo parlando?”. Replica così Luigi Marattin alla recente polemica sull’innalzamento del limite al contante da mille a 3mila euro. La nuova misura inserita nella legge di stabilità, presentata ieri a Ferrara dal consigliere economico di Renzi, sta dividendo il dibattito tra chi sostiene che rilancerà i consumi e chi suona la campanella d’allarme per il favoreggiamento all’evasione fiscale. Una diatriba che l’ex assessore al bilancio dice di “far fatica a comprendere”, perché gli sembra più “un totem da agitare, come ce ne sono stati tanti, da parte di una certa componente politica; legittimo nel dibattito politico ma che non serve a risolvere il problema”.
“È bene fare un po’ di chiarezza, la lotta all’evasione – chiarisce Marattin – è una priorità e si combatte con fatti veri non con simboli, slogan e totem. Il limite all’utilizzo di contante, che sia di mille o di tremila euro, è facilmente raggirabile e non combatte davvero l’evasione. Per colpire l’evasione al cuore del problema, il governo quest’anno ha fatto la legge sull’autoriciclaggio, ha approvato il reato di falso in bilancio e la delega fiscale, ha abolito il segreto bancario, ha firmato un accordo con i paradisi fiscali (Svizzera, Liechtenstein, Principato di Monaco e Vaticano) per andare a beccare i soldi degli evasori e ha promosso lo split payment, ovvero l’inversione contabile che rende le pubbliche amministrazioni le uniche responsabili del versamento dell’Iva e quindi minimizza il rischio di evasione”.
“Questi provvedimenti sono già stati fatti e, stando ai dati di recupero, funzionano – prosegue Marattin -: nell’ultimo anno sono stati recuperati 12 miliardi e mezzo, di cui otto dall’Agenzia delle Entrate e quattro e mezzo da Equitalia. Soldi non accertati ma incassati e che sono parte delle coperture che utilizziamo per la legge di stabilità. Quindi di cosa stiamo parlando? La vera lotta all’evasione sta in queste misure che il governo ritiene abbiano colpito nel segno, perché stanno fruttando miliardi di euro come dimostrato dai dati. Sono lì i miliardi e voi mi venite a parlare di 3mila euro; capisco che sia importante e sarebbe bello avere un mondo senza contanti, spero che un giorno ci arriveremo quando magari le condizioni Pos saranno azzerate, ma non possiamo dire che quello sia il problema dell’evasione fiscale in Italia”.
“A fronte di questi risultati – conclude il consigliere economico del premier -, io trovo davvero assurdo che nasca un processo mediatico sul tetto all’uso del contante da mille a 3mila euro, un limite raggirabile che non colpisce il cuore dell’evasione”.