Accusato e rinviato a giudizio con l’accusa di ‘mancata esecuzione di un provvedimento del giudice’, per non aver versato un risarcimento di 750mila euro a due ex clienti, il commercialista Andrea Carletti passa al contrattacco, ribadendo la propria innocenza e querelando i propri accusatori per calunnia e false dichiarazioni ai pm.
Si complica sempre più la vicenda relativa al professionista ferrarese che, secondo due ex clienti, avrebbe trasferito tutti gli immobili a rischio di pignoramento in una nuova società creata ad hoc, in modo da non risarcire gli ex clienti del commercialista nonostante la condanna civile. Una sentenza che però non fuga tutti i dubbi sulla vicenda, visto che lo stesso Carletti, difeso dall’avvocato Massimo Bissi, nella denuncia depositata pochi giorni fa in procura, sottolinea come per gli stessi fatti la procura di Ferrara avesse chiesto l’archiviazione dall’accusa penale per truffa. Archiviazione che fu poi concessa dal tribunale di Ferrara in seguito a una perizia calligrafica sulle fatture del commercialista, che secondo i suoi accusatori erano state falsificate per far comparire in calce le loro firme.
Così non fu, visto che nella richiesta di archiviazione del pm si legge che “La perizia calligrafica confutava la M. come confutò precedentemente D. allorquando disconobbe la scrittura privata contenente l’impegno a pagare Carletti svariate centinaia di migliaia di euro come onorario per l’assistenza fiscale. Ordunque, l’approfondimento disposto dal Gip conferma che D. e M. cercano maldestramente di dimostrare un inganno che non ci fu”.
Le conclusioni del pm si trovano poche righe più in basso, dove si legge che “la tesi dell’artificio e del raggiro propugnata dai querelanti D. e M. è sostenuta essenzialmente dalle dichiarazioni rese da costoro che non appaiono testimoni completamente credibili avendo entrambi reso affermazioni oggettivamente contrarie al vero in ordine ad elementi di prova essenziali per la ricostruzione del fatto”. Ma se le accuse verso il commercialista sono state smentite, da cosa dipendono la condanna sul piano civile e – di conseguenza – il suo recente rinvio a giudizio? Nella denuncia Carletti sottolinea che il processo civile è ancora pendente (in fase di appello): quindi in caso di una sua vittoria in appello verrebbe a mancare anche il presupposto fondamentale del processo penale che lo vede imputato. Nel frattempo scatterà un’indagine anche nei confronti dei suoi accusatori, per stabilire definitivamente quale tra le due parti abbia cercato di approfittare e di arricchirsi sulle spalle dell’altra.