
Bruno Di Lascio e Luigi Grassi
“In un momento di tagli, l’Ordine dei Medici aumenta le possibilità per supportare le iniziative in grado di migliorare la qualità della vita dei pazienti e dei giovani che intendano percorrere un lavoro di ricerca”. È con queste parole che il presidente dell’Ordine dei Medici di Ferrara Bruno Di Lascio presenta le novità della Giornata del Medico che sabato 10 ottobre, alle 9 presso la sala San Francesco, festeggerà la 15esima edizione.
La prima novità è che il premio Carlo Urbani – il primo medico a classificare la Sars, che lui stesso contrasse e di cui morì a Bangkok, nel 2003 – non sarà attribuito a una persona fisica ma all’Unità di Isolamento Aeromedico dell’Aeronautica Militare “per il grande impegno e l’elevata qualificazione professionale dimostrata dal personale dell’unità durante la recente epidemia del virus ebola”. Questa la motivazione per l’assegnazione della targa di benemerenza a cui si aggiungono i ringraziamenti personali di Di Lascio: “È un modo per riconoscere il lavoro svolto dall’unità aeromobile per i nostri connazionali colpiti da malattie infettive ad alto rischio di infettosità”.
Protagonisti della giornata rimangono però i giovani, a cui sono dedicati tre premi studio a tre ricercatori under 35 che hanno lavorato o stanno lavorando a “progetti originali, fattibili e trasferibili nel tessuto sanitario ferrarese”, come cita il bando che riconosce una benemerenza in denaro per 20mila euro complessivi. È pensato per i giovani anche l’ulteriore contributo di 10mila euro destinato a un progetto triennale di psiconcologia guidato da Luigi Grassi, docente ordinario di Psichiatria, direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche di Unife e neo presidente Società Italiana di Psichiatria di Consultazione.
Il progetto è ancora sotto studio ma entrerà a regime nei prossimi mesi grazie alla collaborazione tra Ordine dei Medici, Dipartimento di Scienze Biomediche e associazione Krang, nata in ricordo di Francesco Tomasi, un giovane laureato scomparso lo scorso gennaio per un tumore al cervello e che desiderava specializzarsi proprio in psichiatria. “Un incrocio fattibile tra enti diversi – spiega Grassi – per creare un progetto di ricerca clinica assistenziale con valenza formativa per la formazione dei futuri medici. Il progetto non sarà a spot ma sarà previsto in un arco di tempo almeno triennale per una visione a lungo termine su una tematica complessa come quella psicongologica. Un importante servizio che, nonostante i tagli economici, ha ripreso la sua attività assistenziale anche a Lagosanto ed Argenta per stare più vicino al paziente in tutta la fase del percorso, dalla diagnosi alla guarigione, dalla recidiva alla fase avanzata di malattia.
“L’ambito delle cure palliative è particolarmente toccato dall’assistenza psiconcologica – prosegue Grassi – perché il 25-30% delle persone malate di cancro soffre di problematiche emozionali e interpersonali come disturbi di ansia, stress e depressione”. È ancora allo studio la modalità del progetto (che probabilmente avrà la formula di una borsa di dottorato di ricerca da 10mila euro) per assistere i pazienti e i famigliari in tutta la fase della malattia, ma una cosa è certa da almeno vent’anni: “Non esiste salute senza l’attenzione alla salute psichica” ribadisce il direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche. Soddisfatto del progetto anche il presidente dell’Ordine dei Medici: “Abbiamo mantenuto fede a questo progetto di ricerca in campo psiconcologico, se ci assumiamo degli impegni li portiamo fino in fondo”.
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