Lettere al Direttore
17 Settembre 2015

Azione Universitaria: “Renzi mette in pericolo il diritto allo studio”

di Ruggero Veronese | 2 min

Un altro anno scolastico è iniziato mentre un nuovo anno accademico è già alle porte. L’aspetto che più preoccupa chi si batte per il diritto allo studio, come noi di Azione Universitaria, non è più la riforma della “Buona Scuola” , perché il Governo Renzi è persino riuscito a produrre qualcosa di peggiore della suddetta. Il nemico odierno della meritocrazia nel sistema dell’istruzione italiana si chiama “Nuovo calcolo dell’Isee”.

I nuovi criteri dell’Indicatore della Situazione Patrimoniale, tramite un artificio contabile, hanno fatto apparire la condizione economica di decine di migliaia di studenti migliore di quanto non fosse in realtà. La causa sta nel valore delle prime e seconde case, che dopo la rivalutazione hanno spesso fatto sì che il nucleo familiare superasse la soglia dei 33 000 euro, limite massimo per concorrere a una borsa di studio. Perciò chi non ha visto miglioramenti nella propria condizione economica, o addirittura l’ha vista peggiorarsi, si è però paradossalmente ritrovato in una fascia Isee ritenuta benestante. Per questa ragione ha visto sfumare l’opportunità di ottenere una borsa di studio. Studenti che finora sono sempre risultati idonei, per una mera sciocchezza burocratica firmata dal Governo Renzi, non lo saranno più.

Il Governo Renzi mette in pericolo così il diritto allo studio, impedendo l’accesso di migliaia di studenti alle misure di sostegno al diritto allo studio, come appunto le già citate borse di studio.

Purtroppo per quanto tempestivo potrà essere qualsiasi intervento, non sarà comunque possibile rimediare al danno causato dal Governo Renzi. Infatti la Toscana ha già visto un calo di richieste per borse di studio del 25%, la Puglia addirittura del 30% e la nostra Emilia Romagna del 18%.

Noi di Azione Universitaria chiediamo al Governo di intervenire urgentemente per cambiare le modalità di calcolo dell’Isee, soprattutto in virtù del fatto che, secondo l’art. 34 della Costituzione, “i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

Alessandro Balboni
Presidente Azione Universitaria Ferrara

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