In attesa di capire come finirà l’annosa causa tra Comune di Ferrara e la società Dexia Crediop per la vicenda del derivato – annullato in via di autotuela da parte dell’amministrazione – e in attesa di capire se i risparmi fin qui accumulati potranno essere finalmente liberati e messi effettivamente in cassa c’è una voce sicura dalla parte uscite: quella sulle spese legali arrivate, a oltre 400mila euro.
La Giunta ha infatti approvato lo stanziamento di altri 150mila euro a favore dello Studio Seddons per il proseguimento della difesa del Comune nel giudizio avanti l’alta Corte di Londra.
La Giunta conferma l’affidamento della difesa agli avvocati Luca Zamagni, Matteo Acciari e Giovanni Cedrini dello studio Axiis di Bologna – al quale sono stati conferiti per la “Fase 2” 11.400 euro – nonché all’avvocato Germana Lo Iacono Smith della Seddons Solicitors Llp di Londra, al quale il Comune ha pagato 42.350 sterline (Iva 21% inclusa) pari circa a 50.000 euro nel 2013, successivamente integrato con altri 12.000 sempre lo stesso anno.
“Essendo la somma a suo tempo impegnata con i suddetti atti insufficiente a coprire le spese relative alla difesa del Comune per le ulteriori fasi processuali previste per gli anni 2013 e 2014 stante l’esito negativo della procedura di conciliazione, ordinata alle parti dal giudice inglese incaricato del contenzioso e alla quale l’Amministrazione comunale ha regolarmente partecipato”, si legge nel testo della delibera, sempre nel 2013 sono stati impegnati altri
189.000 euro a favore dello Studio Seddons “per il pagamento delle spese di difesa nel succitato giudizio” e nello stesso atto si prevedeva inoltre l’integrazione dell’impegno con ulteriori successive determine, una delle quali arrivata proprio pochi giorni fa, da 150mila euro.
Facendo un rapido calcolo si arriva alla quota totale di 412,400 euro. Una cifra elevata ma di poco conto se si pensa a quanto alle previsioni di accantonamento nel corso degli anni (in parte già scritte a bilancio) per coprire le spese legali in caso di sconfitta davanti all’High Court: oltre 2,5 milioni di euro.
A fine maggio del 2012 la prima amministrazione Tagliani avviò la procedura di annullamento in autotutela dei contratti Interest Rate Swap sottoscritti dalla giunta Sateriale nel 2002, nel 2003 e nel 2005 (l’unico ancora formalmente in essere fino al 2019), seguendo l’esempio di altri comuni, pur essendoci una notevole incertezza giuridica in materia: a fine 2014 il debito con Dexia – secondo un’informativa dell’assessore al Bilancio Luca Vaccari – ammontava a circa 3,3 milioni di euro, già accantonati dal Comune a cui se n’è aggiunto un altro per il 2015, con ipotesi da 930mila per il 2016 e 800mila per il 2017. Tutte somme per un totale di oltre 8 milioni di euro che il Comune potrebbe perdere definitivamente se la causa terminasse in maniera negativa, ma sul cui rientro a Bilancio le speranze si sono fortemente accese dopo la sentenza della High Court of Justice londinese favorevole al Comune di Prato in merito alla analoga causa promossa da Dexia nei confronti dell’amministrazione toscana.