Lettere al Direttore
20 Luglio 2015

La politica italiana e il buon senso al di là del populismo

di Ruggero Veronese | 4 min

Una bambina diabetica strappata alla vita e all’affetto dei suoi cari da un assassino. Da una bestia che non merita di vivere, che dovrebbe essere torturata prima di dargli sollievo con la morte. Troppo duro? Non credo. È il pensiero che corre nella mente di chi, come me, padre e persona sensibile, si immedesima nella testa del genitore di questa innocente. Questo non è che l’ennesimo episodio di una mattanza che continua senza che nessuno, dico nessuno, prenda provvedimenti. La storia della bambina diabetica è forse quella che più tocca il cuore di tutti, ma non dimentichiamo che dietro ad ogni persona che sbarca in Italia, c’è una storia di vessazioni, violenza, paure, guerre e atrocità di ogni genere. E allora c’è chi, come i ben pensanti di sinistra, accoglierebbero tutti, senza limiti. Questo sarebbe anche giusto se non fosse per il fatto che non esiste l’accoglienza all’infinito.

È vero che si può aggiungere un posto a tavola, ma non mille, diecimila alla stessa. Il “cibo” non basta. E poi tutto questo ha un costo enorme. Perché se è vero come è vero, che li accogliamo, poi gli diamo una casa gratis, poi il vitto gratis, poi tante altre attenzioni che, per chi è italiano sono a pagamento, mentre per loro sono gratis. E quando ad una persona viene dato tutto gratuitamente, diventa poi difficile fargli capire che tutto ciò non è un diritto acquisito. E allora scoppiano le sperequazioni sociali: gli stranieri in difficoltà hanno tutto, mentre gli italiani in difficoltà continuano, anzi aumentano la loro impossibilità ad accedere a quei servizi che, in quanto pagatori di enormi somme di denaro in tasse, dovrebbero essere loro garantiti. Quindi assistenza sanitaria gratis, la casa gratis, gli asili gratis, e tanto tantissimo altro gratis, gentilmente offerto dalle amministrazioni di sinistra aperte all’accoglienza. Ed ecco quindi la tensione che sale, sale e sale ancora. Ma a loro questo non interessa. A loro basta che le cooperative affiliate al regime si spartiscano la torta dei finanziamenti stanziati. È un vero e proprio business al contrario: dopo quello del traffico di esseri umani, quello della accoglienza. E poco importa il danno economico e moralmente ingiustificato, che questi signori fanno a chi, dietro il pagamento di laute, tasse, permette loro di esercitare il ruolo del buon samaritano, usando però i soldi degli altri. Comodo no? Assessori benestanti dovrebbero dare l’esempio e mettere a disposizione le loro proprietà per dare un tetto ai questi disgraziati. Allora sì che la gente li seguirebbe. Invece chi li tocca sul vivo viene tacciato per qualunquismo.

Il male però è solo a sinistra? Assolutamente no! A destra o, per meglio dire, nella zona della politica una volta anticomunista, si va avanti a slogan elettorali, cavalcando la rabbia crescente della gente, senza però dare una soluzione al problema. Sì perché non si può pensare che tutti quelli che arrivano in Italia siano spacciatori, assassini o papponi. Ci sono anche persone che inseguono un sogno di una vita migliore e che non capiscono perché vengono trattati come le bestie. Le provocazioni verdi non hanno nessuna logica, come pure la pantomima della “sorella d’Italia”, che per un po’ di visibilità ha venduto l’anima a chi un tempo contrastava. Soluzioni? Certo che ci sono. Prima di tutto svestire i panni di chi fa il forte con i deboli ed il debole con i forti. Occorre usare il pugno duro, anzi durissimo con gli scafisti; usare la stessa violenza che loro usano con le loro vittime. In una parola: sparare quando tornano indietro per caricare una altro carico di morte. La debolezza italiana è il motivo per cui gli altri ci lasciano soli. L’Italia è il posto dove si può tutto, dove se rubi non vieni neanche messo in prigione, dove la legge è più un libro di barzellette che una serie di regole da seguire. Se in Italia chi delinque non viene punito, come si può pretendere che gli altri ti aiutino e che chi viene si preoccupi di non farlo?

Altro aspetto? Il tutto a tutti. Vuoi venire in Italia? Bene nel periodo in cui stai da noi, ti accogliamo, ti permettiamo di rimetterti in forze, ma poi, se vuoi rimanere, devi fare qualcosa per noi come noi lo abbiamo fatto per te. In Italia ci sono lavori che i nostri giovani non vogliono più fare. Se vuoi rimanere, o ti trovi un lavoro onesto, o te lo trova lo stato. Così dimostrerai la tua voglia di inserirti nel nuovo mondo che tanto hai sognato, ma che non è il Paese di Bengodi.
Qualunquismo? Populismo? No solo, credo, logica del buon senso. Chi vuole veramente, fa di tutto per dimostrarlo, magari con un pizzico di gratitudine. Cosa di cui gli onorevoli Khalid e Kjenge non totalmente sprovvisti.

Michele de Palo
Associazione Libera Destra

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