Cronaca
17 Luglio 2015
Prossime lotte per debellare il morbillo e per favorire l'inclusione di donne e stranieri

I Lions si preparano al centenario

di Elisa Fornasini | 3 min

OLYMPUS DIGITAL CAMERACento anni di Lions, un secolo di service. Il centesimo anniversario dalla nascita del Lions Clubs International ricorre nel 2017, ed entro quella data l’obiettivo è debellare il morbillo. Un’impresa difficile (questa terribile malattia miete circa 330 bambini al giorno specie nei paesi in via di sviluppo) e costosa (si stima che servano 30 milioni di dollari per la lotta a questa infezione). Lions International con il progetto “Senza il morbillo sono viva” ha l’ambizione di raccogliere questa importante somma per debellare il morbillo entro il 2017. E anche Ferrara farà la sua parte.

Il compito del Distretto 108 Tb, che conta 3mila soci iscritti in 91 club suddivisi nelle 7 province di Ferrara, Rovigo, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma e La Spezia, è raccogliere 550mila euro entro la fine dell’anno. Il cospicuo importo verrà consegnato per la lotta al morbillo alla fondazione internazionale che punta a raccogliere 15 milioni, cifra che verrà raddoppiata dalla fondazione Bill & Melinda Gates. Un progetto che coinvolge altri partner, quindi, e che fino ad oggi ha garantito il futuro a 200 milioni di bambini grazie alle vaccinazioni già fatte negli ultimi anni.

Una sfida impegnativa che verrà presentata al convegno distrettuale d’apertura dell’anno lionistico 2015/2016 che si svolgerà sabato 18 luglio al teatro Comunale di Ferrara. Il convegno è indetto dal governatore del Distretto Lions 108 Tb Giuseppe Rando che convocherà 250 soci per presentare le ‘linee guida’ del nuovo anno sociale. L’incontro si aprirà alle 9.30 con una sfilata dei giovani ospiti del “Campo Emilia”, organizzato tutti gli anni dal Distretto per promuovere gli scambi giovanili. I 26 ragazzi dai 18 ai 20 anni, provenienti da tutto il mondo, sfileranno con la bandiera del proprio Paese e intoneranno il proprio inno per promuovere la pace che è tra le mission lionistiche. Dopo i saluti di benvenuto della presidente della fondazione Teatro Comunale di Ferrara Roberta Ziosi e del sindaco Tiziano Tagliani, il convegno entrerà nel vivo con la presentazione degli indirizzi su cui lavorare per il resto dell’anno.

Un’anticipazione dei temi che verranno affrontati domani è stata offerta dal governatore Rando che illustra i svariati impegni nel sociale del distretto : dalla mensa dei poveri per aiutare le persone in difficoltà alla campagna per dare dignità ai bambini, dai progetti nelle scuole per sensibilizzare i piccoli sulla sicurezza stradale e sulla prevenzione dei tumori al sostegno alla ricerca dell’università. A questo proposito, il docente Mauro Tognon di Unife ha lanciato l’anno scorso una raccolta fondi per promuovere una borsa di studio destinata alla ricerca sul mesotelioma maligno della pleura: i Lions hanno sposato questo service raccogliendo 33mila euro e l’assegno è già stato consegnato all’ateneo estense. Ancora in cassa, invece, i 330mila euro per la costruzione di una biblioteca multimediale nel polo scolastico di Finale Emilia, duramente colpita dal terremoto del 2012.

“Di cose ne facciamo, siamo come gli gnomi che passano inosservati ma che in realtà sono fortemente radicati sul territorio” commenta il governatore, criticando in maniera scherzosa l’idea che l’unica attività dei Lions sia quella di sedersi a tavola per mangiare, preso atto che il Financial Tunes ha giudicato il Lions International la migliore associazione non governativa al mondo. Magari è proprio durante queste cene che nascono le proposte per i lavori successivi: il prossimo impegno sarà rivolto all’inclusione. “È un argomento scottante ma di estrema attualità – spiega Rando – dato che ci sono ancora club chiusi dove le donne fanno fatica a inserirsi. Affronteremo quindi la difficoltà da parte delle differenze di integrarsi, cercando di abbattere le barriere sulle donne, sugli stranieri e sulle persone con disabilità. Ad esempio, nel nostro club, ci sono cinque persone di etnie diverse, a dimostrazione che l’integrazione è possibile e funziona”.

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