“È mia intenzione andare sotto i 100 milioni di euro entro gennaio 2016”. Il sindaco Tiziano Tagliani individua così il prossimo traguardo simbolico per l’amministrazione comunale nell’opera, cominciata nel 2009, di riduzione del debito del Comune.
L’annuncio non è stato dato in pompa magna – almeno per ora – ma si è trattato di un’affermazione fatta durante la seduta della commissione consiliare dedicata alla Holding Ferrara Servizi, durante la quale il sindaco stava cercando di spiegare ai consiglieri di opposizione come le nuove manovre sulla Holding stessa (nuovo direttore e nuovo Cda allargato) non comportassero aumenti di spesa.
L’obiettivo in realtà non è tanto lontano, ma le ristrettezze economiche degli ultimi periodo fanno evidentemente sudare ogni euro: “Il 30 giugno abbiamo versato una rata del debito e a oggi siamo a poco più di 103 milioni: in questi anni abbiamo tolto 64milioni dalle spalle dei cittadini ferraresi”.
Al suo ingresso da primo cittadino a Palazzo Municipale nel 2009 il debito era di 167,4 milioni di euro: Ferrara rappresentava il capoluogo dell’Emilia Romagna con l’indebitamento più alto. Da lì è iniziata una cura dimagrante seguendo la dieta imposta dall’ex assessore al Bilancio Luigi Marattin, fatta di tagli al personale, dismissioni, riduzioni dei consigli di amministrazione delle partecipate (a loro volta ridotte) ma anche tagli e razionalizzazioni ai servizi e, in generale, di una politica della spesa più accorta di quella utilizzata dalle amministrazioni precedenti.
La riduzione del debito significa anche la riduzione degli interessi sul debito stesso: secondo quanto riportava Marattin nella relazione del 2013 in cui chiedeva l’autorizzazione alla vendita di azioni Hera, “nell’anno 2011 questo Comune spendeva 18,22 milioni di euro di parte corrente per restituire debito e interessi. Nel 2014 […] spenderà 11,9 milioni di euro (considerando anche il derivato, che comunque non stiamo spendendo ma accantonando)”. Una quota si riduce ancora con il nuovo taglio del debito.