Politica
14 Luglio 2015
Il consiglio approva la proposta dei Grilli Estensi: reddito ai più svantaggiati in cambio di lavori per la comunità

M5S canta vittoria: ok agli assegni di sostegno al reddito

di Ruggero Veronese | 2 min
Ilaria Morghen, capogruppo dei Grilli Estensi

Ilaria Morghen, capogruppo dei Grilli Estensi

Non sarà il reddito minimo garantito proposto a livello nazionale dal Movimento 5 Stelle, ma la misura proposta dai pentastellati ferraresi e approvata lunedì pomeriggio dal consiglio comunale di Ferrara si muove certamente in quella direzione. E non a caso i Grilli Estensi cantano vittoria al termine della seduta, dopo essere riusciti a indirizzare 773.659 euro di avanzo di bilancio non vincolato negli “assegni civici di sostegno al redditto” che verranno erogati a chi risiede a Ferrara da più di cinque anni e versa in situazioni di grave difficoltà economica.

La proposta del Movimento 5 Stelle è piuttosto chiara: corrispondere un assegno mensile alle persone “con una Isee inferiore a 6.500 e un’età compresa tra i 18 anni e l’età pensionabile, che non percepiscano alcun sostegno al reddito e siano disoccupati da almeno un anno”. Il tutto in cambio di prestazioni socialmente utili per conto del Comune di Ferrara, che corrisponderà 6,25 euro orari per un massimo di 6 ore al giorno e 20 alla settimana, con un tetto di 500 euro mensili. In modo da centrare due obiettivi: il sostenere economicamente e reinserire nel mondo del lavoro i cittadini più in difficoltà. “L’amministrazione comunale – si legge nel testo approvato dal consiglio – ha il dovere, come un buon padre di famiglia, di sostenere i cittadini  che versano in condizioni di disagio economico tale da non poter soddisfare i bisogni essenziali,  garantendo loro un livello di autosufficienza economica. Deve altresì mettere a punto strumenti sempre più mirati  al reinserimento sociale, mediante l’assegnazione di un’ attività lavorativa ai soggetti in comprovata situazione di disagio”.

L’attività viene inquadrata come “a carattere occasionale e assistenziale, esclusivamente a favore della comunità”, e pertanto il reddito non è soggetto a Iva, anche se “non genera alcun vincolo da parte della municipalità per una eventuale assunzione” e avrà come durata massima “sei mesi, anche non continuativi, per ogni anno solare e la domanda dovrà essere eventualmente rinnovata al termine dell’anno solare”. Con questi criteri, affermano i pentastellati, “la cifra potrebbe consentire il sostegno a più di 200 persone aventi diritto”.

I firmatari della proposta (i pentastellati Federico Balboni, Alessandro Bazzocchi, Silvia Mantovani, Ilaria Morghen e Alessandro Vitali), si definiscono “pienamente consapevoli” del fatto che gli assegni civici di sostegno al reddito non rappresentano “una  soluzione al problema occupazionale, ma di uno strumento semplice e di veloce attuazione per poter ridare speranza attraverso un piccolo reddito, anche se temporaneo, a chi ne ha realmente bisogno”, e si impegnano “a fronte dell’approvazione di questa risoluzione , a collaborare per la corretta ed efficace applicazione dell’iniziativa prendendo spunto da precedenti già in essere in diverse città italiane”.

 

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