C’era scritto nero su bianco nella relazione al bilancio consuntivo 2014 redatta da Angela Alvisi, nuova presidente del Cda dell’Asp (ha preso il posto di Paola Boldrini, diventata parlamentare), datata 20 maggio, ma il dato era passato un po’ sottotraccia.
Il buco complessivo dell’Asp – l’azienda Servizi alla persona dei Comuni di Ferrara, Voghiera e Masi Torello – ammonta a più 3 milioni di euro: 1,4 di disavanzo 2014 più il pregresso 2008-2013 che arriva a 1,6 milioni, oltre agli interessi per i mutui.
Il dato complessivo è emerso durante la riunione congiunta della 1^ e della 4^ commissione consiliare (presiedute da Alberto Bova, Fc) e proprio dalla bocca della Alvisi: “Il dato è peggiore – ha affermato rispondendo al consigliere di Fi Matteo Fornasini che parlava di più di 2 milioni di ‘buco’ – perché al disavanzo del 2014 e a quello del 2013 (quasi 1 milione di euro, ndr) vanno sommati quelli degli anni precedenti e si arriva a 3 milioni”.
E non è un caso che la stessa presidente del Cda nella sua relazione segnalasse che l’azienda “è in seria difficoltà con la liquidità: operiamo in anticipazione di cassa con l’istituto tesoriere per 3,2 milioni di euro”. Difficoltà conclamata anche dai ritardi nel pagamento dei fornitori: “In media 120-150 giorni con punte che raggiungono i 180 giorni”.
Le cause di una simile situazione sono tante, c’entra l’assetto organizzativo – già in programma la sua razionalizzazione, come confermato dalla Alvisi anche alla commissione -, ma sembrano pesare veramente tanto le minori entrate da Regione e Comune degli ultimi anni: “La percentuale del bilancio che il Comune destina al welfare – ha spiegato l’assessora Chiara Sapigni – è rimasta sempre del 25%, ma in termini reali si è evidentemente ridotta”.
Andando a vedere la tabella presente nella relazione della presidente del Cda si può notare come dal 2011 al 2013 il Comune abbia via via versato meno soldi nelle casse dell’Asp fino a un totale 2,4 milioni (escludendo l’adeguamento all’inflazione) che, paradossalmente, in termini reali, come sottolineato anche dalla Alvisi, sono stati risparmiati dalla comunità ma che pesano ora sulle casse dei servizi sociali.
Si aggiungono poi i più di 700mila euro preventivati ma non incassati nel 2014 dal fondo regionale per la non autosufficienza, parzialmente compensati dai 250mila euro extra che il Comune ha deciso di destinare all’Asp. Sul fondo regionale la Alvisi non si è tirata indietro nelle critiche: “Abbiamo il problema di programmare prima che le risorse siano disponibili, ma si sarebbe potuto evitare di fare affidamento a una certa rendicontazione da parte della Regione”.
Ovviamente non è tutta colpa delle minori entrate pubbliche: la Alvisi ha elencato anche una serie di maggiori spese che hanno influito non poco sul bilancio: le integrazioni alle rette degli anziani in struttura, gli inserimenti in struttura dei disabili, quella dei minori (il cui boom non previsto e non prevedibile ha creato ulteriori scompensi), l’assistenza domiciliare – tutte voci in aumento in questi anni -, ma anche maggiori interessi per i mutui (l’azienda ha stipulato negli anni mutui per 6,2 milioni di euro, l’ultimo acceso nel 2013) e poi, almeno per quanto riguarda il 2014, ci sono da conteggiare 689mila euro di sopravvenienze passive portate dal bilancio precedente. “Quella cifra – ha affermato la Alvisi – sarebbe dovuta essere conteggiata nel 2013 e oggi avremmo un trend del disavanzo diverso”. “Ci sarà anche da rimettere mano al contratto di servizio”, ha anticipato ancora la presidente del Cda.
Essendo tre i Comuni soci dell’Asp, ognuno dovrà fare la sua parte per coprire gli 1,4 milioni ‘mancanti’ nel 2014: martedì l’assemblea si è riunita e ha deciso per una ripartizione non in base alle quote ma in base all’utilizzo dei servizi che penalizza un po’ la città di Ferrara: Masi Torello coprirà 4.500 euro (0,32% della cifra totale), Voghiera 6.500 (0,46%) e i restanti 1,3 milioni di euro sono a carico di Ferrara che ha già presentato un piano di rientro almeno parziale.
L’azienda dal canto suo è chiamata anche a una razionalizzazione della propria struttura e il primo nodo che si andrà a toccare sarà quello dei dipendenti: “Abbiamo già fatto un’operazione che al Comune non è piaciuta ma che ci consente di risparmiare il 20% sui salari trasformando i contratti interinali in contratti a termine”. In più ci sarà una riduzione di personale “amministrativo e non assistenziale”, oltre al blocco delle sostituzioni.
“I dati di bilancio sono allarmanti e preoccupanti – ha affermato il consigliere di opposizione Matteo Fornasini – l’assessore ha dato spiegazioni solo del disavanzo 2014 ma la crisi c’è almeno dal 2013 e in tutto fanno 2,4 milioni di euro: tra questi e i 700mila euro di minori entrate c’è una bella differenza. Perché i correttivi non sono stati adottati prima?”. Fornasini ha poi chiesto conto delle indennità di risultato assegnate al direttore dell’Asp “erogati per la quasi totalità”, ma su questo punto la Alvisi ha fatto capire quale sia la sua posizione pur senza rispondere: “Hanno deciso i precedenti Cda e io di questo non rispondo, però anticipo che l’attenzione c’è”.
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