Comacchio
10 Giugno 2015
Apparecchiature in disuso, mobili mai utilizzati e muri intaccati dalle infiltrazioni nell'ospedale restaurato nel 2011

San Camillo, nuovo ma abbandonato: “Uno spreco inaccettabile”

di Ruggero Veronese | 2 min

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Comacchio. Posti letto abbandonati in sale vuote e apparecchiature elettroniche spente addossate ai muri, in oltre 1.200 metri quadrati di ospedale chiusi al pubblico e destinati a cadere nell’incuria. Sempre che le infiltrazioni non abbiano già provveduto a macchiare le pareti di muffa e umidità. È questa la situazione in cui versano le sale per le degenze e il punto prelievi dell’ospedale San Camillo, come dimostrano le foto diffuse nelle ultime ore dal Comitato per la Salvaguardia dell’ospedale di Comacchio.

“È uno spreco di denaro pubblico inaccettabile – commenta il portavoce del comitato Manrico Mezzogori -, com’è consuetudine della politica italiana. È sotto gli occhi di tutti da anni: sono stati spesi 13 milioni di euro per la ristrutturazione del San Camillo del 2011 e poi la Regione ha tradito l’accordo territoriale, dando il via a una riorganizzazione sanitaria di tipo feudale”. Una riorganizzazione che, secondo Mezzogori, ha avuto come effetto un peggioramento della qualità del servizio senza tuttavia evitare lo spreco di risorse già stanziate o addirittura già utilizzate.

“Era stato tutto messo a norma nel corso di ristrutturazione generale, con soldi spesi per le pompe dell’acqua, gli impianti a muro, la segnaletica interna e così via. Poi hanno abbandonato il San Camillo e tutti gli arredi, le attrezzature e i macchinari sono stati accatastati e chiusi nei vari piani. Hanno fatto di tutto per non far entrare in funzione i 15 posti letto che ci spettavano”.

Ma di chi sono le responsabilità? Mezzogori punta il dito in particolare contro la Regione e l’ex governatore Vasco Errani, ma anche contro i sindaci dei Comuni del ferrarese, definiti come “complici” delle politiche regionali: “Hanno smembrato l’ospedale di Comacchio e si sono divisi le spoglie, come le attrezzature della sala di endoscopia, tra Argenta e Valle Oppio”, attacca l’attivista comacchiese, ma quello che fa più male è la visione di apparecchiature e mobili lasciati in stato di abbandono e destinati a restare inutilizzati: “Abbiamo intere sale nuove di zecca, con attrezzature sanitarie, lavatrici, vasche da bagno per i degenti montate e mai utilizzate. Per giustificare la spesa di Cona, un ospedale fatto per un bacino di utenza molto più ampio del necessario, adesso si parla di spending review. Ma la revisione della spesa non centra nulla: qua siamo di fronte a scelte politiche sbagliate e conti strampalati”.

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