
(immagine di repertorio)
Rischio di chiusura scongiurato per i tre punti vendita Mercatone Uno della provincia ferrarese, da tempo al centro di allarmanti segnali da parte di dipendenti e sindacati a causa della situazione di crisi finanziaria in cui versa l’azienda. I commissari che seguono il difficile momento per lo storico gruppo italiano hanno infatti comunicato al Ministero per lo sviluppo economico (Mise) la lista definitiva dei 28 grandi magazzini che sospenderanno l’attività, tra i quali non figurano i centri presenti nella nostra provincia a Ferrara, Mesola e San Giuseppe di Comacchio.
Un sacrificio necessario per il gruppo, che nel frattempo ha pubblicato un bando di gara (che scadrà il 30 giugno) per l’invito a manifestare interesse per l’acquisto dell’azienda. Bando che, scrivono i commissari in una nota stampa, “al momento ha già visto ricevere diverse adesioni”. Per l’immediato presente sarà invece necessario passare per gli strumenti previsti dalla normativa nazionale: innanzitutto il ricorso alla cassa integrazione per i dipendenti dei 28 centri commerciali che chiuderanno i battenti, ma anche, come spiegano gli stessi commissari, “il ricorso alla Garanzia di Stato che consentirà nuovamente l’accesso al mercato del credito”.
Tra le province più vicine dove i punti vendita cesseranno l’attività troviamo Parma, Padova (due centri a Curtarolo e Tribano), Rimini, Modena e Vicenza. “La scelta – hanno spiegato i commissari – è stata fatto valutando le potenzialità commerciali dei punti vendita con le relative ricadute industriali sull’indotto e tenendo conto degli investimenti necessari per il loro rilancio”. Un rilancio che in alcuni casi potrebbe avvenire dopo pochi mesi, con riaperture che “riguarderanno un elevato numero dei centri, in coerenza con il piano di rilancio del Gruppo”. I tre punti vendita ferraresi rientrano invece nella seconda lista inoltrata al ministero, dove sono elencati i 50 negozi che proseguiranno normalmente l’attività.
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