Lagosanto. Si sposa in ospedale, in punto di morte, con quella che era stata la sua compagna per quasi vent’anni. Ma ora la donna si trova a processo nel tribunale di Ferrara per circonvenzione di incapace, accusata dalla figlia del suo – seppur per poco tempo – marito di averlo manipolato per sottrarre alla sua famiglia ‘naturale’ parte dell’eredità.
È una storia di difficili rapporti familiari quella che vede alla sbarra la 69enne Giuseppina Domenicali, che si ritrovò vedova il giorno dopo le proprie seconde nozze nell’estate del 2012. Un matrimonio ufficializzato dall’allora vicesindaco di Lagosanto, Gianluca Bonazza, proprio all’interno dell’ospedale del Delta, dove il compagno della Domenicali, di qualche anno più anziano della donna, era ricoverato in fin di vita a causa di un cancro ormai in fase terminale. Lo scopo dichiarato da entrambi era proprio quello di sistemare la situazione patrimoniale della coppia: l’uomo infatti, pur non avendo mai convissuto con la propria futura moglie, aveva abbandonato il precedente matrimonio proprio per poter portare avanti la relazione con la Domenicali, che sarebbe durata per i 20 anni successivi. Alla donna, grazie all’eredità, andranno un appartamento ai lidi e circa 60mila euro in titoli. Ma era davvero possibile prendere una decisione simile in quelle condizioni di salute?
È questa la domanda su cui dovrà far luce il tribunale, ricostruendo attraverso perizie mediche e testimonianze se il marito della 69enne fosse abbastanza lucido e padrone di sé da prendere una decisione dalle pesanti ripercussioni per il suo ex nucleo familiare. Secondo la figlia infatti l’uomo non manifestò mai l’intenzione di volersi sposare nuovamente, al punto che la notizia del suo nuovo matrimonio giunse solo a cerimonia ormai conclusa e in maniera totalmente inaspettata. Da qui la decisione di costituirsi parte civile contro la Domenicali, attraverso l’avvocato Gianluigi Pieraccini, in seguito alla denuncia per circonvenzione di incapace.
L’imputata dal canto suo, difesa dall’avvocato Maro Linguerri, punterà anche sulla propria effettiva presenza al capezzale del compagno, ricoverato per oltre un mese (dal 10 giugno al 22 luglio) prima del decesso e mai visitato in reparto dalla figlia. Durante la prima udienza il tribunale ha ascoltato i consulenti delle due parti, che hanno dato una lettura diversa dei dati clinici dell’uomo: secondo la parte civile la bassa pressione dovuta a ipoglicemia lo avrebbe reso non completamente lucido al momento della decisione; un punto contestato dalla difesa sia per via delle frequenti oscillazioni di quei valori, sia a causa dei discorsi che l’uomo fece durante la sua permanenza a Valle Oppio, parlando anche col personale medico della propria intenzione di sposarsi prima di morire. Discorsi che verranno riferiti in aula da medici e infermieri, oltre che dallo stesso ex vicesindaco di Lagosanto che ufficializzò il matrimonio e che comparirà in tribunale in veste di testimone.