Cronaca
19 Maggio 2015
Dal 20 maggio 2012 il Comune di Ferrara è intervenuto nei lavori e accoglienza post sisma per 74 milioni di eur

A tre anni dal terremoto, la ricostruzione cambia fase

di Elisa Fornasini | 5 min

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OLYMPUS DIGITAL CAMERASono passati tre anni da quando la terra dell’Emilia tremò per la forte scossa di terremoto che sconvolse la vita della popolazione della provincia estense. Da quella terribile notte del 20 maggio 2012, il Comune di Ferrara è intervenuto nei lavori e accoglienza post sisma per 74 milioni di euro (già erogati o in corso di erogazione, ndr) fino ad oggi: un totale degli interventi diretti o indiretti del Comune che conta 12 milioni di interventi già realizzati, 3,3 milioni per l’accoglienza, 4,3 milioni di edilizia residenziale pubblica, 22,3 milioni di Mude e 31,1 milioni del piano opere pubbliche 2015.

Dati che verranno presentati al convegno “A tre anni dal terremoto, la ricostruzione cambia fase” in programma mercoledì 20 maggio al centro Pandurera di Cento (mattino) e nella sala dei Comuni del Castello Estense a Ferrara (pomeriggio). “Una giornata che parte dal ricordo delle sette vittime – ha sottolineato il sindaco e presidente della Provincia Tiziano Tagliani – ma che intende fare il punto della ricostruzione nelle varie realtà colpite, per mettere a fuoco cosa ha funzionato, cosa si può migliorare e cosa resta da fare”.

A funzionare sono stati i cantieri per l’edilizia scolastica: dei 6,7 milioni di euro spesi, 3,3 sono serviti per la riapertura delle 30 scuole e 5 palestre scolastiche inagibili in tempo con l’inizio dell’anno scolastico a settembre 2012, mentre a settembre 2014 i bambini sono potuti tornare in classe anche alla scuola primaria Mosti (riqualificata per 1,53 milioni) e alla nuova materna Aquilone (costruita con 1,85 milioni). Concluso anche il programma municipi che ha visto 703mila euro di interventi per il recupero di palazzo Municipale e la riorganizzazione di diverse sedi comunali a seguito delle inagibilità da sisma.

A funzionare abbastanza bene è stato anche il centro operativo comunale per l’accoglienza: dei 1250 residenti nel Comune di Ferrara in accoglienza nel triennio (582 con il Cas, 544 in strutture ricettive, 88 in alloggi in locazione e 36 col contributo traslochi e depositi), attualmente ne son rimasti ancora 112 in accoglienza, di cui 84 usufruiscono del programma Cas (contributo autonoma sistemazione) e 28 del piano Casa. Per un totale di 3,36 milioni di euro, suddivisi in 1,52 per il Cas, 1,19 in strutture ricettive, campi, case di riposo e 0,60 per il piano Casa. Più critica la situazione a Cento, dove ci sono ancora 1800 unità abitative inagibili.

Per quanto riguarda l’edilizia residenziale pubblica, il Comune è intervenuto in 361 alloggi Acer inagibili (su un totale di 407 nei Comuni ferraresi) per 4,309,750 euro complessivi (su un totale di 4,882,000 euro). 2,337,750 euro è il finanziamento per i 288 alloggi Aedes B-C-E leggero a Ferrara mentre per i 73 alloggi E sotto la categoria ‘pesante’ sono stati stanziati 1,972 euro. Per quanto concerne il programma delle opere pubbliche, invece, sono in attuazione 40 interventi con Comune di Ferrara come stazione appaltante, 32 interventi sopra i 50mila euro, 12 decreti di assegnazione (8 in gara e 4 di lavori in corso), 6 alla fase preliminare, 4 con richieste di integrazione e 18 alla fase esecutiva (ovvero con esecutivo consegnato o in corso di consegna).

La voce più consistente del ‘bilancio’ post sisma riguarda appunto i 31,1 milioni del piano opere pubbliche e beni monumentali 2015 (21,5 dal Rer, 10,1 dai rimborsi assicurativi e 0,5 dagli sms), suddivisi in 7,7 milioni per palazzi e uffici comunali, 9,8 per musei e biblioteche, 7,2 per chiese, 3,8 per altra edilizia e 3,6 per nuove aperture. In questo quadro si inseriscono i lavori all’Urban Center, a palazzo Massari, a palazzo Cavalieri di Malta e alla Certosa, per cui l’assessore Aldo Modonesi auspica di veder partire il cantiere ai primi di novembre. A far luce sugli interventi di edilizia privata Mude è invece l’assessore Roberta Fusari: sono 396 le richieste di contributo accettate, 303 i decreti di contributi firmati per un totale di 22,338,092 euro. Il tempo medio per una istruttoria è di 100 giorni mentre i tempi stimati per il completamento della ricostruzione variano da 10 mesi per l’ordinanza 29 a 74 mesi per le ordinanze 51 e 86.

Sono proprio i lunghi tempi di ripristino a preoccupare Tagliani. “Dalla riorganizzazione della Soprintendenza regionale al riassetto della Provincia – nota il primo cittadino – i tempi di ripristino per gli edifici tutelati si stanno dilatando, per questo l’amministrazione si stringerà intorno alla Soprintendenza per avere qualche risposta e per non far slittare i nostri cantieri ancora a lungo”. Anche perché i soldi ci sono. “La manovra al bilancio che abbiamo in cantiere, di cui ci prendiamo la responsabilità – spiega Tagliani – è necessaria per non bloccare i cantieri nel prossimo anno. Non è sufficiente infatti la copertura economica degli interventi ma, come dichiarato dal patto di stabilità, serve trovare spazio in bilancio per tipi di entrate, che non siano l’avanzo di bilancio, per dare corso agli interventi straordinari. Da qui le coperture assicurative, la vendita immobili e l’aumento delle tasse”.

“Il sacrificio che chiediamo alla città – commenta Tagliani alla luce delle numerose critiche sull’aumento Imu e Irpef – è un’occasione imprescindibile per dare una chance al territorio e per avere una città all’altezza delle aspettative”. Per questi motivi, il momento di approfondimento del 20 maggio servirà anche per fare una riflessione sul patto di stabilità che, come ricorda il sindaco di Cento e presidente dell’Unione dei Comuni dell’Alto Ferrarese Piero Lodi, è un “meccanismo che blocca la spesa e gli investimenti e che penalizza Comuni e Province”.

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