Uno scontro molto forte ha visto coinvolte due auto all'incrocio tra via Renazzo e via Bianchi a Renazzo tra le 16 e le 17. Una bimba di circa due anni e mezzo è rimasta ferita ed è stata elitrasportata all'ospedale Maggiore di Bologna
Non più lesioni personali aggravate, ma omicidio preterintenzionale. È la nuova accusa formulata nei confronti di un 23enne ferrarese, a processo per la morte del nonno di 83 anni, arrivata dopo quasi un anno di agonia dal giorno in cui, durante una violenta aggressione domestica, l'anziano aveva riportato gravi ferite per le botte rifilategli proprio dal nipote
Intervento di Possibile Ferrara e Alleanza Verdi Sinistra Ferrara che spazia dalla vittoria del No al referendum fino al palco in piazza Trento Trieste e all'arrivo del presiedete della Regione de Pascale
Aveva accusato un 65enne di Comacchio di tentata rapina aggravata in stazione. L'uomo però era stato successivamente assolto con formula piena dal tribunale di Ferrara, dopo che le immagini di videosorveglianza avevano rivelato una dinamica dei fatti completamente ribaltata
Si è presentato sotto casa dell'ex moglie nonostante il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico, finendo arrestato dopo aver opposto resistenza ai carabinieri intervenuti sul posto
Camicia, gessetto e lavagna: immagini che richiamano da vicino quelle del videomessaggio attraverso cui il premier Matteo Renzi ha spiegato i punti della riforma ‘la Buona Scuola’ agli insegnanti italiani. Ma le parole di Mauro Presini hanno un contenuto diametralmente opposto: il maestro elementare ferrarese ed ex candidato alle regionali con la lista ‘l’Altra Emilia Romagna con Tspiras” risponde infatti direttamente dal suo posto di lavoro – l’aula scolastica – al primo ministro, opponendosi senza troppe formule diplomatiche a un disegno di legge che porterà a suo avviso a “una scuola autoritaria, conflittuale, aziendalista e anticostituzionale”. Condannando in particolare il modus operandi poco partecipativo con cui Renzi ha impostato la propria riforma.
“Lei dice: parliamo di scuola – afferma Presini -. Usa il plurale, ma poi parla solo lei. Chiede di dedicarle cinque minuti di attenzione, ma poi parla per 17 minuti. Chiede di poter discutere serenamente di questa riforma della scuola, ma lei ha già eliminato tutte le occasioni di confronto democratico sia dalle commissioni istituzionali che dal parlamento. Conclude dicendo: ‘discutiamone e parliamo di cose concrete, senza slogan ideologici’, eppure in quei 17 minuti, signor presidente, lei usa soprattutto slogan ideologici”.
Una scarsa attenzione a chi vive e lavora nella scuola che secondo Presini pregiudica l’intera riforma: “Lei non risulta credibile né davanti a una telecamera – afferma Presini – né a parlare di scuola, perchè ha dimostrato di non saper ascoltare. Altrimenti avrebbe sentito la voce del mondo della scuola dirle che, per i problemi che ci sono in questo momento, questo non è il modo giusto per intervenire. Questi non sono i contenuti giusti per riformare la scuola”. Il maestro ferrarese più che concentrarsi sui punti critici della riforma renziana parla di quello che vede come modello alternativo, ovvero la legge di iniziativa popolarepromossa da un movimento di genitori e insegnanti il cui testo è stato depositato alla Camera e al Senato. “Signor presidente – è l’appello di Presini -, se vuole davvero fare qualcosa per il mondo della scuola assuma subito il personale precario e ritiri il suo disegno di legge, impari a riascoltare davvero il mondo della scuola, rilegga il testo della legge di iniziativa popolare e vedrà che troverà tutti gli strumenti costituzionali per intervenire in maniera democratica, utile e intelligente”.
Un modo di procedere ben diverso, secondo Presini, da quello seguito fino a questo momento da Renzi, in particolare in occasione delle ultime manifestazioni pubbliche degli insegnanti: “Lei – attacca il maestro – ha domostrato di non essere capace di guardare, altrimenti avrebbe visto scioperare e manifestare un numero di persone a difesa della scuola pubblica che non c’è mai stato. Lei ha dimostrato di non saper confrontarsi con gli altri, altrimenti avrebbe capito che, ancor prima dei sindacati, sono proprio i cittadini, le famiglie, gli studenti e anche il personale della scuola a non volere una scuola autoritaria, conflittuale, aziendalista e anticostituzionale. Lei ha dimostrato di non conoscere il mondo della scuola, altrimenti non avrebbe chiesto 13 deleghe per trasformare la scuola in maniera solitaria”.
E dopo le critiche, Presini rivolge “un ultimo consiglio” al premier: “Torni a scuola, signor presidente. Torni con un modo diverso, con umiltà per imparare ad ascoltare. Il grande Mario Lodi diceva che davanti ai maestri e le maestre passa sempre il futuro; ecco, noi maestri che rappresentiamo i volti della Repubblica, come ci ha ricordato il presidente Mattarella, tutti i giorni ci mettiamo la faccia, il cuore e l’anima. Torni a scuola per imparare ad ascoltare e sentirà una voce chiara, univoca e indistanta che le dirà che la sua non è una buona scuola”.
Il videomessaggio di Mauro Presini a Matteo Renzi
Il video integrale del premier Matteo Renzi
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