Cronaca
6 Maggio 2015
Lunadei è accusato di concussione assieme all'amico e 'mediatore' Palma

Mazzette dai commercianti, imputato verso il patteggiamento

di Ruggero Veronese | 3 min

guardia finanza 2Si chiuderà con ogni probabilità con un patteggiamento e un rito abbreviato il processo a carico diMaurizio Palma e Leopoldo Lunadei, il funzionario dell’Agenzia delle Entrate arrestato dalla Guardia di Finanza con l’accusa di aver chiesto mazzette a cinque imprenditori della provincia estense sottoposti ai controlli degli studi di settore. Durante l’udienza preliminare di questa mattina, 6 maggio, il legale di Lunadei, Lorenzo Bramante, ha infatti ufficializzato la richiesta di rito abbreviato al gup Piera Tassoni, che ha rinviato la decisione al prossimo 16 settembre.

In quella data il giudice dovrà pronunciarsi anche sulla richiesta degli avvocati Andrea Marzola e Alberto Bova – difensori del coindagato Maurizio Palma – che chiedono, con il parere favorevole del pm, il patteggiamento a 2 anni e 10 mesi, mentre Lunadei ha chiesto l’abbreviato. Palma, amico di Lunadei, secondo la procura aiutò il funzionario a ‘riscuotere’ le tangenti, agendo da mediatore con i commercianti.

Secondo gli inquirenti, i due amici sarebbero riusciti nel giro di pochi mesi – tra l’estate 2014 e il gennaio di quest’anno – a incassare circa 25mila euro, sempre paventando agli imprenditori futuri problemi con i controlli degli studi di settore. Il primo episodio in ordine di tempo – nonché l’ultimo a emergere nell’indagine – risale a giugno, quando nel mirino di Lunadei finisce l’agriturismo La Sapienza, nell’argentano. In questo caso fu Palma a mettere in contatto il titolare con Lunadei, che si fece pagare 2.500 euro per evitare che i controlli potessero portare a eventuali sanzioni. Pochi mesi dopo, in settembre, sono i titolari della pasticceria Kristal a versare 2.500 euro alla coppia di indagati, dopo che questi mostrarono la documentazione relativa al controllo fiscale in corso. Il terzo caso riguarda invece la pizzeria Pippo, i cui gestori tuttavia non cedono al ricatto del duo Lunadei-Palma, anche se denunceranno il fatto solo quando la notizia del loro arresto diventò di dominio pubblico.

A novembre le ‘tariffe’ di Lunadei hanno un’improvvisa impennata: Palma si presenta nella gelateria K2 e mostra la documentazione della verifica fiscale in atto, chiedendo una tangente per insabbiare le eventuali irregolarità. I due complici in questo caso incassano 10mila euro: la stessa cifra richiesta a gennaio ai proprietari della pasticceria Leon D’Oro, che sono anche i primi tra gli imprenditori ricattati a denunciare i fatti allla guardia di finanza e a portare all’arresto dei due complici. Dopo i primi incontri ‘preliminari’, Palma di presenta infatti davanti al Duomo, dove si trova l’attività, per incassare i 10mila euro richiesti, senza immaginare di essere ormai finito nella rete delle fiamme gialle. Una volta incassata la mazzetta, l’uomo viene circondato e arrestato in flagrante dagli agenti. Nel frattempo altri uomini della Guardia di Finanza si presentano nell’abitazione di Lunadei e lo arrestano in contemporanea all’amico mediatore. I due finiscono in carcere, in attesa del giudizio del giudice: a settembre il verdetto.

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