Politica
1 Maggio 2015
La regista e attrice si collegherà in diretta con la sala durante il dibattito con i parlamentari M5S

Sabina Guzzanti porta la Trattativa al Boldini

di Ruggero Veronese | 2 min

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trattativa“Parliamo di una tragedia o di una farsa? Del passato o del presente?”. Sono tante le domande che ruotano attorno alla trattativa Stato – mafia, riproposte in forma tragicomica – forse più tragica che comica – nel film documentario #laTrattativa di Sabina Guzzanti. Una pellicola presentata pubblicamente alla 71° Mostra Cinematografica di Venezia (nel 2014) e da allora comparsa un po’ a macchia di leopardo nella programmazione delle sale italiane. Mercoledì 6 maggio sarà il cinema Boldini a presentare il docu-film al pubblico ferrarese, nel corso di un evento organizzato dal Movimento 5 Stelle a cui prenderà parte in videocollegamento anche l’autrice – nonché regista e attrice – della pellicola.

Il film affronta con toni ironici ma impegnati uno dei grandi misteri della storia italiana recente: quella trattativa tra i palazzi della politica e Cosa Nostra che secondo numerosi magistrati e giornalisti ha condizionato e determinato gli ultimi due decenni del paese. Almeno a partire dal 1992-93, dall’omicidio del parlamentare Nitto Palma alle stragi di Capaci e via D’Amelio, dove morirono i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Da allora si sono succedute decine di inchieste giudiziarie e giornalistiche sulla trattativa Stato – mafia, attraverso cui Cosa Nostra sarebbe riuscita a ottenere vantaggi e concessioni da parte del mondo politico, come l’alleggerimento dell’articolo 41-bis sul carcere duro per i mafiosi.

Il tema sarà al centro della serata alla Sala Boldini, dove saranno presenti anche il deputato M5S Manlio Di Stefano e il senatore e vicepresidente della commissione antimafia Luigi Gaetti. Il film non può ovviamente fornire una risposta storica alle domande di milioni di italiani, ma contribuisce senza dubbio a fare chiarezza sulle ipotesi più accreditate, gli argomenti su cui si fondano, i rapporti privati tra i protagonisti della vicenda e i passaggi giudiziari che l’hanno caratterizzata. Il tutto in un film in cui la Guzzanti e la sua squadra di attori si travestono da politici, massoni, mafiosi, uomini di chiesa, agenti dei servizi segreti e semplici cittadini. In quell’intreccio ingarbugliato di interessi, ambizioni, pretese e piccole follie che caratterizzano la società italiana.

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