Lido Nazioni. Si appostarono aspettando che l’anziana signora uscisse di casa per buttare la spazzatura e poi la presero per un braccio riaccompagnandola dentro e, mentre uno la teneva a bada (anche rassicurandola che tutto sarebbe andato bene), l’altro frugava in casa. Il bottino della rapina fu abbastanza magro: 60 euro in contanti, qualche gioiello e un telefono cellulare.
Era il 17 dicembre 2012 in un quartiere residenziale di Lido Nazioni, semi-deserto vista la stagione. La signora, una volta fuggiti i rapinatori, ha chiamato i carabinieri. Nonostante lo stato di agitazione (fisicamente stava però bene, non ha subito violenze), l’anziana donna è rimasta lucida per tutta la durata dell’episodio e oltre, ricordando perfettamente i vestiti dei due, i loro volti malamente nascosti da un cappellino e uno scalda-collo, i loro accenti da persone che parlano un italiano quasi corretto ma che italiane non sono.
Tutti elementi utilissimi ai carabinieri del Norm di Comacchio per identificare almeno uno dei due rapinatori: Adrian Ciobuc, 35enne di origine romena. A seguito della dettagliata descrizione fornita dalla donna i carabinieri si sono subito insospettiti, già conoscevano Ciobuc per precedenti denunce e hanno provato a vedere se fosse proprio lui sottoponendo alla signora la sua foto e quella di altre persone che non c’entravano nulla. Risultato: l’anziana non ha esitato un momento nel riconoscere Ciobuc come colui che aveva rovistato nei suoi cassetti.
A quasi tre anni dal fatto, ha preso il via (ed è terminato) il processo di primo grado nei suoi confronti, ma la donna è nel frattempo deceduta. I carabinieri che hanno svolto le indagini hanno rivelato un fatto ancora più particolare: l’uomo viveva a non più di 150 metri dall’abitazione della signora, ospite quasi fisso di un condannato ai domiciliari.
Nella mattina di giovedì il tribunale collegiale di Ferrara ha condannato Ciobuc (al momento irreperibile) a 4 anni e 6 mesi di reclusione, 1.500 euro di multa e interdizione perpetua dai pubblici uffici. Una pena molto più severa di quanto richiesto dalla pm Patrizia Castaldini (3 anni e 1.200 euro di multa).