Economia e Lavoro
24 Marzo 2015
Il segretario Lodi: "La coalizione sociale di Landini non vuole sostituirsi ai partiti"

Fiom: “A Roma contro il Jobs Act, ma è solo l’inizio”

di Daniele Oppo | 3 min

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Da sinistra: Giovanni Verla, Samuele Lodi e Emanuele Farinelli

Da sinistra: Giovanni Verla, Samuele Lodi e Emanuele Farinelli

Contro il Jobs Act, le “politiche ultra-liberiste” ma anche per dare il primo segno tangibile della “coalizione sociale” lanciata dal segretario Fiom Maurizio Landini.

È l’obiettivo della manifestazione nazionale che si terrà a Roma il 28 marzo per la quale la Fiom e la Cgil ferrarese prevedono di organizzare 5-6 pullman carichi di lavoratori. Una manifestazione con un nome suggestivo – “Unions” – anglicismo per richiamare le prime formazioni organizzate di lavoratori.

“Siamo in una fase in cui alcuni punti del Jobs Act sono attivi con i decreti attuativi che, se possibile, ne hanno peggiorato l’impianto”, spiega il segretario provinciale della Fiom Samuele Lodi. “Sono state estese le norme sui licenziamenti collettivi anche a quelli individuali, ci saranno aziende in cui alcuni lavoratori potranno godere di certi diritti e altri no – prosegue Lodi – e sui licenziamenti disciplinari l’impatto della nuova normativa è violentissimo: il giudice dovrà limitarsi a verificare l’esistenza o meno di un fatto senza valutare la proporzionalità tra l’infrazione commessa dal lavoratore e il provvedimento del datore di lavoro: si potrà licenziare anche per dieci minuti di ritardo- Un impatto – spiega ancora il segretario Fiom – che riduce le libertà e i diritti dei lavoratori conquistati in tanti anni”.

La Fiom – e con essa la Cgil – ha già proclamato quattro ore di sciopero per questa settimana “consapevoli che non chiuderemo la partita – afferma Lodi -, ma daremo il segnale di una Fiom che si rimette in marcia e che non considera chiusa la partita Jobs Act”.

Anche da qui parte l’idea di una proposta di legge di iniziativa popolare “per un nuovo statuto dei lavoratori, di fatto cancellato” e di un referendum abrogativo delle nuove norme sul lavoro.

Non solo, e qui sta forse la parte più pregnante della Coalizione sociale che, spiega Lodi, “non è altro che ciò che la Fiom ha provato a dire e mettere in essere in questi anni, tutto è nato probabilmente con la vicenda di Pomigliano”. Per il sindacato c’è la “necessità di fare un percorso con altre associazioni e movimenti che pensano che i confini delle partecipazione si stiano stringendo”.

L’obiettivo è per porre un freno a quelle riforme che Lodi considera “tutte funzionali alla governabilità e non alla partecipazione dei cittadini”, oltre che “alle politiche ultra-liberiste degli ultimi anni, coinvolgendo i lavoratori e le lavoratrici ma allargando il campo anche a pensionati e giovani”. Ecco allora i contatti stretti con i comitati per l’acqua pubblica, Libera, Emergency, associazioni studentesche ma non, almeno per ora, con i partiti politici “ai quali la coalizione non si vuole sostituire: non c’è neppure l’intenzione di diventare un partito”, precisa Lodi.

“Il 28 marzo – conclude Giovanni Verla della Fiom ferrarese – è l’inizio di un qualcosa che va da qui ai prossimi anni con l’obiettivo di ricostruire una coscienza sociale”.

I pullman partiranno alle 5,30 del mattino del 28 marzo dall’Ex Mof a Ferrara, alle 5 dallo stabilimento Trw di Ostellato (e alle 5,15 dalla Fox Bompani), alle 5,30 dalla Berco di Copparo e allo stesso orario dalla Vm di Cento. Il corteo partirà alle 14 da piazza Esedra e si concluderà alle 16 in piazza del Popolo.

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