
Una eclissi parziale. Dalla nostra prospettiva la Luna coprirà circa il 66% del disco solare
I popoli antichi le ritenevano avvertimenti di future guerre e carestie, presagi talmente potenti da influenzare e cambiare il destino delle guerre e dei regni. Oggi le eclissi di sole hanno perso la triste fama che le ha accompagnate durante la storia dell’umanità: possono essere previste e osservate e si sono trasformate nella più evidente e affascinante prova della meravigliosa architettura del cosmo. Al punto che, se negli anni ’20 la relatività di Einstein era già entrata nei canoni del pensiero scientifico, lo si deve anche ai dati raccolti da Arthur Eddington durante l’eclissi del 1919, che dimostrarono l’influenza dei campi gravitazionali sui raggi di luce.
Ma rivoluzioni scientifiche a parte, per la stragrande maggioranza del mondo l’eclissi di sole è uno spettacolo da ammirare con stupore e curiosità. Magari cogliendo l’occasione per imparare qualcosa in più sulla struttura e il funzionamento del nostro sistema solare. Per questo il Gruppo Astrofili Columbia di Ferrara e Rovigo ha organizzato domani mattina (20 marzo) un ritrovo per tutti gli appassionati e curiosi a Santa Maria Maddalena in via Baccanazza 13, dove ha sede l’associazione. Lì verranno messi a disposizione alcuni telescopi dotati degli appositi filtri in astrosolar e H-Alpha, oltre alle lenti per gli occhi per l’osservazione diretta del sole, in modo da garantire ai partecipanti le opportune protezioni per assistere al fenomeno. Contemporaneamente anche l’osservatorio astronomico Riccioli a Stellata di Bondeno aprirà le porte agli appassionati e in particolare agli studenti, per i quali saranno messi a disposizione le strumentazioni adeguate. L’invito è rivolto alle scuole del territorio e a coordinare la giornata scientifica sarà presente il dottor Claudio Gavioli.
Osservare il sole, anche solo per un intero secondo, può essere assai rischioso per l’uomo e gli altri animali, lasciando danni permanenti alla vista. E gli strumenti di prevenzione non devono essere per nessun motivo artigianali o improvvisati, come occhiali da sole o filtri fotografici. Perchè anche se durante un’eclissi la luminosità del sole ci sembra inferiore – e quindi in apparenza meno pericolosa – in realtà la superficie del nostro pianeta continua a ricevere un’immensa quantità di radiazioni solari fuori dallo spettro della luce visibile – dalle frequenze dei raggi ultravioletti fino alle onde radio – capaci di danneggiare permanentemente e in pochi istanti la retina umana. Discorso quasi analogo vale anche per gli obiettivi fotografici o delle telecamere: un singolo scatto veloce può essere innocuo per l’apparecchiatura, ma in caso di più foto o di una ripresa prolungata è meglio far passare la luce attraverso un filtro apposito. Nessun allarmismo o paura immotivata quindi, ma semplicemente una presa di coscienza delle corrette misure di prevenzione.
Nel nord Italia la Luna comincerà a sovrapporsi al Sole alle 9:24 e continuerà la propria rivoluzione toccando l’apice dell’eclissi alle 10:32. Il satellite comincerà poi a ‘scivolare’ fuori dalla sagoma della nostra stella e attorno alle 11:44 sarà scomparso dal cielo. Nella zona di Ferrara l’eclissi non sarà totale, ma coprirà circa il 66% della superficie visibile del Sole. Questione di prospettiva: passando tra la Terra e la nostra stella, la Luna proietta un’ombra che – per quanto enorme – non può certo ricoprire l’intero emisfero esposto alla luce diurna. Per osservare il fenomeno nel suo massimo splendore occorrerebbe recarsi nei pressi del Polo Nord, sulle Isole Svalbard, dove in questi giorni si registra un afflusso turistico quasi impensabile per quello che, negli ultimi 60 anni, è stato quasi esclusivamente un avamposto scientifico e minerario. Il prossimo appuntamento con una vera eclissi totale visibile dall’Italia sarà nel 2026, ma prima di allora saranno una decina quelle parziali.
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