Una valutazione positiva, talmente positiva da inquadrare il tribunale di Ferrara come uno dei “fiori all’occhiello” della giustizia italiana. Parola di Giuliano Lucentini, presidente della Corte di Appello di Bologna, che ha accompagnato i rappresentanti nazionali del Consiglio Superiore della Magistratura durante una visita nel palazzo di giustizia estense.
Una visita che per il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini e i consiglieri Maria Rosaria San Giorgio e Alessio Zaccaria rappresenta la quarta tappa (dpo Vicenza, Prato e L’Aquila) di un percorso di avvicinamento del Csm alle magistrature locali. “Stiamo visitando – ha sottolineato Legnini – non solo gli uffici giudiziari che presentano criticità, a volte gravi, ma anche gli uffici che funzionano come quelli di Ferrara, esempio di buone pratiche organizzative da diffondere su scala nazionale. A Ferrara abbiamo incontrato i capi degli Uffici, i magistrati, il personale e l’avvocatura ed abbiamo verificato le positive performance organizzative e la tempestività delle risposte giudiziarie che qui sono realizzate grazie al prezioso contributo di tutti”.

La delegazione del Csm tra i corridoi della procura
Ma secondo Legnini la visita al tribunale potrà insomma fornire al Csm spunti e indicazioni per il lavoro a livello nazionale: “Il Consiglio Superiore – afferma il vice presidente – farà tesoro delle buone pratiche e dei buoni esempi, come quello di Ferrara, facendoli confluire nel lavoro che a breve sarà avviato per una loro diffusione su scala nazionale, di concerto con il Ministro della giustizia e nel rispetto delle prerogative di ciascuno. A sua volta, il Csm non può costituire fattore di inefficienza e rallentamento dell’attività del sistema giudiziario ed è per questo che, nelle prossime settimane, agiremo, sulla base delle idee e dei progetti elaborati in questi mesi, nella direzione dell’autoriforma delle delicate e complesse attività e procedure consiliari. Ringrazio, infine, per il prezioso lavoro e per l’accoglienza che ci hanno riservato a Ferrara: i capi degli uffici, tutti i magistrati, il personale e l’avvocatura”.
Per Zaccaria, ferrarese di origine, la visita rappresenta anche un ritorno a casa. Il magistrato parla della novità dell’iniziativa del Csm, spiegando che “anche se non c’è mai stato un vero scollamento tra Csm e uffici locali, prima queste attività venivano svolte solo da singoli magistrati, per questioni interne e in un certo senso ‘elettorali’. Ora invece è l’istituzione nella sua interezza a muoversi”. La San Giorgio ne approfitta invece per un commento su alcune delle riforme ipotizzate dal governo Renzi, con giudizi ambivalenti: via libera per esempio alla depenalizzazione di alcuni reati, più perplessità invece sul nodo della responsabilità civile dei magistrati. Su quest’ultimo punto il magistrato afferma che “esiste il rischio di moltiplicare ulteriormente i processi e dovranno essere studiate molto bene le ricadute di questa norma”. Il discorso della San Giorgio si focalizza soprattutto sul problema del troppo lavoro sulle spalle di pm e giudici: “Attualmente il carico soffoca i magistrati e occorre verificare che l’impegno si esigibile. Per questo il tema delle depenalizzazioni è fondamentale e di grandissimo interesse: occorre depenalizzare alcuni reati e degiurisdizionalizzare alcuni illeciti amministrativi, a favore di pratiche che consentano di dirimere le questioni anche senza l’intervento di un giudice, come le pratiche di negoziazione assitita. La strada è quella di una semplificazione delle procedure per una maggiore efficienza”.
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