Dovrebbero arrivare dai 3 ai 5 milioni di euro a Ferrara da utilizzare tra il 2015 e il 2016 per la costruzione di nuove scuole o per effettuare i lavori di manutenzione negli edifici esistenti, ma in Provincia è caos sulla formazione della graduatoria dei progetti finanziabili.
I soldi provengono dal ministero – in realtà da un maxi finanziamento della Bei, la Banca europea degli investimenti – e fanno parte del programma “La nuova scuola”: il decreto è stato pubblicato il 3 marzo ed entro oggi le province devono consegnare alla Regione la graduatoria dei progetti presentati dai Comuni sui lavori da mettere a cantiere e poi, entro il 31 marzo, la Regione le trasmetterà al ministero.
I soldi – sulla cui entità c’è incertezza perché il ministero non ha ancora fatto le ripartizioni tra le varie Regioni (la scadenza fissata era il 15 febbraio) – potranno essere utilizzati sia per la costruzione di nuove scuole che per la ristrutturazione di edifici esistenti, palestre scolastiche e alloggi per studenti e si basano su piani triennali di edilizia scolastica (2015-2017). Possono essere finanziati solo progetti da appaltare, ma il finanziamento verrà distribuito effettivamente solo se i lavori verranno appaltati entro il 30 settembre (e la questione è importante perché se manca tale requisito non si sa se i fondi vengono persi o recuperati dalla Provincia per gli altri progetti in graduatoria).
I tempi sono dunque molto ristretti e la Provincia di Ferrara è rimasta un po’ indietro nella fase relativa alla valutazione dei progetti e alla preparazione delle graduatorie, arrivando a stabilire i passi da compiere solo 24 ore prima della scadenza.
Il ministero e poi la Regione hanno definito una serie di criteri (efficienza energetica, misure anti-sismiche ecc) sui quali le province possono “giocare” – dando un peso maggiore o minore – per stilare le graduatorie. A Ferrara sono stati presentati 42 progetti da tutti i Comuni della provincia ma l’ente del Castello, fino a ieri, quando si è riunito il consiglio, non aveva ancora deciso con precisione il “peso” da assegnare a tutti i criteri, né se privilegiare o meno i progetti per nuove scuole (è il caso di Sant’Agostino, ad esempio) rispetto a quelli di manutenzione.
Il consiglio provinciale, non senza difficoltà e non senza che permanga tutt’ora un margine rilevante di incertezza, ha deciso ieri i parametri che gli uffici tecnici dovranno seguire: è stato livellato il peso dei criteri per valutare i progetti per nuove scuole (che prima erano svantaggiati secondo i parametri decisi in via preliminare) e quelli per le manutenzioni, privilegiando però le prime per quanto riguarda i criteri di ripartizione dei finanziamenti: il tetto massimo di finanziamento per ogni progetto è stabilito in 500mila euro, mentre quello per le manutenzioni è fissato in 150mila euro.
Una misura, quest’ultima che rischia di “cannibalizzare” i fondi ministeriali a favore dei nuovi edifici nel caso in cui tali progetti conquistino i posti più elevati in graduatoria e, infatti, durante il consiglio non sono mancate voci dubbiose come quella del sindaco di Portomaggiore Nicola Minarelli.
In generale la situazione non si presenta proprio limpidissima, soprattutto per chi ha presentato i progetti confidando in una base di partenza comune già conosciuta a tutti. Ma i tempi rapidi – forse troppo rapidi – richiesti per l’approvazione della delibera, e quelli lunghi del consiglio provinciale, hanno portato a una soluzione quasi d’urgenza adottata per non perdere i fondi e, peraltro, probabilmente (almeno in parte) provvisoria.
Tutto vale, infatti, a meno che non arrivi una proroga dei tempi da parte del ministero – sulla quale le voci di corridoio sono insistenti ma senza certezze -, nel qual caso la Provincia sembra intenzionata a riaprire le graduatorie anche a nuovi progetti, questa volta con criteri definiti meglio e in maniera preventiva. Anche sui tetti massimi regna l’incertezza: quelli stabiliti dalla Provincia varranno solo se non sarà la Regione a stabilirli.