
Un’immagine dell’ultima manifestazione organizzata dai Cobas
Sant’Agostino. Dopo i picchetti di fronte allo stabilimento, gli ex facchini approdano in tribunale. I 14 dipendenti licenziati nel settembre scorso dalla cooperativa Lk, al termine dell’appalto presso lo stabilimento Mirror di Sant’Agostino, si sono presentati ieri mattina davanti al giudice del lavoro di Ferrara, per chiedere di essere reintegrati sul posto di lavoro.
Della vicenda si è già scritto a lungo, soprattutto per via dei disordini tra polizia e manifestanti nati davanti alla fabbrica di Sant’Agostino quando gli ex facchini della Lk e i Cobas hanno cercato di impedire ai lavoratori Mirror di entrare sul posto di lavoro. Una storia che si è trascinata anche attraverso vertici in Provincia e in prefettura e manifestazioni davanti al Castello Estense. Ieri però è cominciato l’iter giudiziario vero e proprio, con i 14 ex facchini e i loro legali di fiducia, gli avvocati Marina Prosperi e Marco Pellegrino di Bologna, in tribunale per sostenere l’annullamento del licenziamento e la riassunzione dei lavoratori con contratti collettivi riconosciuti a livello nazionale (quello precedente funzionava perlopiù ‘a chiamata’ e non garantiva una rendita fissa).
I legali non chiamano però in causa la Lk ma proprio l’azienda Mirror, che a loro avviso sarebbe la vera responsabile del licenziamento poichè nello stabilimento di Sant’Agostino sarebbe avvenuta una interposizione illecita di manodopera. Detto in altre parole, secondo Prosperi e Pellegrino la Lk sarebbe stata solo una cooperativa ‘di facciata’ creata ad hoc per ottenere l’appalto alle condizioni richieste dalla Mirror, che in realtà l’avrebbe gestita dalle retrovie. Una tesi sostenuta dai legali anche nell’osservare la gestione dei lavori di logistica e facchinaggio nello stabilimento, dove a guidare i dipendenti Lk non era presente un responsabile della cooperativa ma soltanto dell’azienda di Sant’Agostino.
La prima udienza si è aperta e chiusa con un’istanza di inammissibilità da parte degli avvocati della Mirror, che hanno puntato proprio sulla estraneità dell’azienda in una vicenda che, a loro avviso, dovrebbe riguardare soltanto la Lk e i suoi ex dipendenti. Il tribunale si è riservato alcuni giorni per prendere una decisione su questa richiesta, dopo i quali si saprà se la guerra tra facchini e Mirror continuerà anche in tribunale.