È stata condannata in abbreviato a 3 anni e 2 mesi la 60enne di nazionalità italiana che, secondo la Procura, aveva approfittato del duplicato delle chiavi di casa che le erano state fornite per aiutare una coppia di anziani coniugi 90enni nelle faccende domestiche, intrufolandosi - di notte, mentre i due erano a letto - nella loro abitazione e rubare carte di pagamento e gioielli preziosi, arrivando a intascarsi complessivamente quasi 20mila euro
Aveva nascosto la droga tra le natiche nel tentativo di eludere il controllo dei Carabinieri, ma il trucco non è bastato. Protagonista un 27enne, già noto alle forze dell’ordine, arrestato il 30 marzo in corso Piave
Dopo il presunto figlio adottivo nato in città, emerge ora anche la figura di un possibile nipote ferrarese di Raffaella Carrà. L’indiscrezione arriva da un’intervista a Matteo Mazzoni della Top Secret di Ferrara, di cui il sito Dagospia ha pubblicato un estratto
Lo spostamento autonomo con un mezzo sostenibile e accessibile, indispensabile per molte ragazze per raggiungere il luogo di lavoro, non è che un primo fondamentale passo verso una sempre maggiore emancipazione personale
Avrebbero rapinato un 19enne in tarda serata, minacciandolo con un manganello e costringendolo a consegnare giubbotto e denaro contante. A distanza di pochi giorni, i Carabinieri della Compagnia di Cento hanno identificato e denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni due 16enni ritenuti i presunti autori del colpo
Vigarano. Ufficialmente era un circolo privato per la promozione del tempo libero con iniziative culturali, ludiche e ricreative. Invece il “24mila baci” di Vigarano Mainarda era solo un night club, con spettacoli hot e un privé con alcune camere in cui si consumavano rapporti sessuali delle prostitute.
L’operazione “Last sex” della Polizia di Stato ha portato nella giornata di mercoledì al sequestro preventivo del locale e all’arresto, con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, dei due titolari – G.B., 48 anni di Bondeno e A.G.O., cittadina romena di 28 anni, marito e moglie, entrambi residenti a Mirabello – e del loro braccio destro, D.B., ferrarese di 48 anni. Tutti e tre si trovano ora ai domiciliari.
I clienti erano di qualunque estrazione, dai professionisti agli operai, quasi tutti italiani, in maggioranza della provincia di Ferrara ma anche provenienti da quelle limitrofe, da Bologna a Ravenna.
L’indagine è nata da un controllo amministrativo effettuato dalla polizia nell’ottobre del 2013 a seguito di alcuni voci giunte agli inquirenti: oltre alle irregolarità (entrata e consumazioni anche senza tessera), gli agenti in borghese hanno riscontrato che le ragazze presenti nel locale, oltre a ballare e circolare con abiti succinti, proponevano esplicitamente rapporti sessuali.
Da lì, anche grazie ai commenti molto espliciti letti in alcuni forum su internet, il reparto della Squadra Mobile della polizia di Ferrara ha avviato un’indagine più approfondita, con telecamere nascoste e intercettazioni telefoniche per un’operazione durata da gennaio a giugno del 2014.
Ognuno degli arrestati aveva un compito. Marito e moglie, titolari del locale (di proprietà però di prestanome che non dovrebbero avere alcun ruolo nella vicenda), erano gli effettivi gestori anche del circolo della prostituzione: lui faceva da pr, invitando e invogliando i clienti a frequentare il night club e instaurando in essi anche elementi di gelosia, parlando delle ragazze ai clienti; lei gestiva le ragazze: diceva loro come vestire e dava raccomandazioni per invitare loro amici a frequentare il locale. Indicazioni anche su come trattare i clienti: quelli nuovi dovevano essere tenuti sulle spine, così da farli consumare di più al bancone (su un forum online specializzato in night club si legge, per qualche anno fa, ingresso a 15 euro e poi 15 euro per ogni consumazione per due persone).
Nei giorni di punta – di solito sabato e venerdì – la Polizia ha contato dalle 15 alle 20 ragazze, quasi tutte provenienti dall’est Europa, Romania in particolare (ma non è esclusa la presenza anche di qualche italiana, anche se più raramente) che alloggiavano in un agriturismo della zona. Non tutte erano disponibili ad arrivare ai rapporti sessuali, mentre per le altre c’era un apposito privé in fondo al locale, separato da una tendina dall’androne principale e in cui c’erano alcune stanze in cui ospitare clienti disposti a pagare circa cento euro per venti minuti.
Qui entra in gioco il braccio destro dei due titolari, una sorta di factotum: era lui, infatti, a gestire il traffico all’interno del privé, dando indicazioni, raccogliendo generalmente i soldi dai clienti (su 83 passaggi verificati dalla Polizia, 68 volte il denaro è stato consegnato a lui, 8 al titolare e 7 alla moglie) e pulendo e deodorando le camere dopo la consumazione dei rapporti. Gli agenti lo hanno trovato con in mano un foglio in cui erano appuntati i nomi delle ragazze e i minuti trascorsi all’interno del privé.
Per i clienti più affezionati il pagamento poteva essere effettuato anche a fine serata. La polizia stima che si potessero guadagnare circa 3mila euro nelle notti di punta solo all’interno del privé. I gestori cercavano di accontentare anche i gusti dei frequentatori, assecondando le loro preferenze su spregiudicatezza, riservatezza o, addirittura, sulla somiglianza dei volti a quelli di una minorenne.
Non è escluso che all’interno del locale si consumassero anche delle droghe, anche se è stata rilevata attività di spaccio da parte dei titolari e del loro braccio destro.
Durante un’intercettazione, il titolare si sarebbe anche lamentato della mentalità provinciale dei suoi clienti, troppi presi dal sesso.
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