Cronaca
3 Marzo 2015
Carradori e Bardasi parlano delle proprie priorità: dall'ingresso in area vasta al futuro di corso Giovecca

Progeste e tempi di attesa nel mirino dei nuovi dg

di Ruggero Veronese | 3 min

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Proprio su quest’ultimo punto Carradori non nasconde il proprio obiettivo di rivedere con attenzione – ovviamente al ribasso – i costi dei servizi Progeste, che nell’ultimo bilancio di previsione del Sant’Anna raggiungono i 53 milioni di euro all’anno. “Quando in un contratto sono previste sia la costruzione che la gestione di una struttura – afferma il nuovo direttore generale -, le cifre sono anticipate in base a una stima e ci può essere un margine di errore. Sarà mio compito verificare l’adeguatezza dei contratti di gestione, e la loro eventuale rinegoziazione. Un’attività che il mio predecessore (Gabriele Rinaldi, ndr) aveva già iniziato e che per questo ringrazio. Anche perchè un’operazione di trasloco di un’ospedale in quelle circostanze, a partire dal terremoto, è degna di un’alta valutazione”.

Ma un passo fondamentale nel contenimento dei costi, secondo Carradori, è legato all’ingresso nell’area vasta Emilia Centrale. Ingresso che dovrà servire ad abbattere spese superflue e ridondanti senza pesare sui servizi finali, ma che allo stesso tempo non dovrà pregiudicare l’autonomia del territorio ferrarese: “L’area vasta – afferma il direttore generale – nasce per trovare sinergie tra territori ed evitare di fare tutti le stesse cose, spendendo risorse per attività a minor rendimento. Rimanere piccoli e autonomi, pensando di essere autosufficienti, è l’anticamera del fallimento“. L’obiettivo secondo Carradori è quello di unire il più possibile le funzioni amministrative e logistiche, ma senza conseguenze per i cittadini. “Un esempio è quello dei laboratori di analisi unici a Bologna: si muove la provetta, non la persona. I punti di prelievo devono essere diffusi, ma non il laboratorio”.

Altro tema di primo piano è quello legato alla formazione professionale e quindi all’importanza della facoltà di medicina all’interno del Sant’Anna: “Il fatto che questo è un ospedale universitario è di particolare importanza – afferma Carradori – . Ciò che fa la differenza nell’assistenza sono le persone che ci lavorano e il nostro alto posizionamento nella sanità nazionale ed europea è dovuto ai nostri 62mila professionisti, prima che al patrimonio tecnologico”.

Sul fronte Ausl, la Bardasi fissa come obiettivo la riduzione dei tempi delle liste di attesa: “È un tema a cui dobbiamo dare risposta – spiega la dirigente -. Abbiamo già preso l’impegno di rendere pubblici tutti i dati, ma vediamo miglioramenti nelle 28 branche in cui c’erano numeri critici”. Altra priorità è quella legata all’implementazione delle Case della Salute, in primis quella che dovrà sorgere nell’ex ospedale di corso Giovecca: “Dobbiamo proseguire con l’implementazione dei posti letti negli ospedali di comunità e investire nel nostro gioiello, l’anello di corso Giovecca”.  Un discorso che, anche in questo caso, sarà possibile attraverso una riduzione dei costi amministrativi: “Come dirigenti dobbiamo metterci nei panni di chi sta dall’altra parte della fila o allo sportello del cup, e pensare a quello che possiamo fare per eliminare la burocrazia e le strutture superflue. Ridurle ci dà la possibilità di ottenere risorse aggiuntive, e da economista vi garantisco che non sono poche. I direttori che ci hanno preceduto hanno già avviato questo lavoro, portando a buon punto il modello hub-spoke tra gli ospedali”.

A proposito di corso Giovecca la Bardasi parla anche dei progetti condivisi con il Sant’Anna (come la creazione di un polo odontoiatrico nell’ex ospedale) e della possibile chiusura del bar interno: “Di fatto l’attuale gestore non reputa più redditizia l’attività. Occorre fare chiarezza, perchè se c’è un interesse imprenditoriale possiamo istituire un nuovo bando, ma in caso contrario non possiamo fornire servizi commerciali”.

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