Cronaca
20 Febbraio 2015
Sentiti i primi testimoni nel processo contro l'ex broker di Banca Mediolanum

Caso Mazzoni, gli ex clienti: “Ci fidavamo di lui”

di Daniele Oppo | 3 min

raffaele mazzoniInvestimenti in titoli ad alto rendimento fatti sostanzialmente in base alla fiducia che i clienti avevano in Raffaele Mazzoni senza pensare che qualcosa non stava andando per il verso giusto. È quel che è emerso durante l’escussione dei primi testimoni nel processo che vede l’ex broker di Banca Mediolanum accusato di aver truffato oltre cento risparmiatori del basso ferrarese per un ammontare di circa 11,5 milioni di euro.

Tra mattine e pomeriggio di venerdì, nell’aula B del Tribunale di Ferrara sono sfilati circa venti testimoni (alcuni assenti per malattia), tutti clienti che lamentano di essere stati truffati dal broker.

Il fil rouge dei loro racconti è quello di una grande fiducia in Mazzoni, un personaggio conosciuto, spesso invitato a casa per parlare degli investimenti proprio su suggerimento di altri conoscenti e che, con varie visite all’anno, contrattava a tu per tu con i suoi clienti. A lui hanno affidato svariate decine di migliaia di euro a testa, certi di vedere il proprio capitale moltiplicarsi in poco tempo. Investimenti di singoli, ma molto spesso anche da parte di intere famiglie, che hanno visto scomparire nel nulla anche quasi 300mila euro e anni di risparmi.

Storie di investimenti anche andati a buon fine, disinvestimenti e poi re-investimenti di tutto il capitale (e soldi aggiuntivi) in altri titoli con tassi di interesse elevati (per un testimone il 9,6% netto dopo un anno) pronti ad essere consegnati in tempi brevissimi (anche a uno-due anni dal deposito) senza, a sentire i testimoni, avere idea degli eventuali rischi.

La consegna dei soldi da parte dei clienti avveniva tramite assegni o in contanti: per molti, oltre ad aver subito la truffa, c’è anche l’onere di provare in qualche modo la consegna dei contanti o di assegni molto risalenti nel tempo (fino a metà o fine anni Novanta) che la banca non riesce più a rintracciare.

Gli assegni stessi raccontano poi un’altra storia nella storia: alcuni testi hanno affermato di averli firmati scrivendo solo l’importo ma non l’intestatario: “Mi ha detto che poi ci avrebbe pensato lui”, ha raccontato uno di loro che negli anni, insieme alla compagna, ha visto sparire più di 72mila euro dei 75mila affidati al broker. Altri, quando hanno chiesto di avere indietro delle somme, hanno ricevuto a loro volta – consegnati a mano da Mazzoni – degli assegni ma non da parte della banca, bensì da parte di persone mai conosciute.

La procura, rappresentata dal pm Nicola Proto, ha depositato anche alcuni resoconti consegnati ai clienti dal broker: tutti compilati da Mazzoni su carta intestata della Banca Mediolanum riportanti la cifra investita e quella guadagnata con gli interessi.

Soldi che sembrano finiti nel nulla, nessuno che abbia mai avuto sentore che ci fosse qualcosa di sbagliato e il motivo, a sentire i testimoni, è sempre lo stesso: la fiducia in Mazzoni. “C’era talmente tanta fiducia in lui – ha spiegato un ex cliente – che non mi sono mai chiesto niente”. “Mi fidavo – racconta un giovane che dichiara di aver perso circa 60mila euro di risparmi dal 1997-98 -, non mi ha mai dato modo di dubitare, mi ha sempre detto che se c’era bisogno di denaro avrei potuto riceverlo purché avvisandolo in tempi ragionevoli, ma non ne ho mai avuto bisogno quindi non ho mai ritirato nulla”.

Fiducia, almeno finché il bubbone non è scoppiato: “Un giorno mi ha telefonato – racconta sempre un testimone -, era una settimana prima che scoppiasse tutto. Mi ha detto di non fare niente se avesse telefonato Banca Mediolanum, che ci avrebbe pensato lui e lì ho cominciato a masticare qualcosa, ma dopo pochi giorni era sparito”.

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