Politica
15 Gennaio 2015
Dal Pd al Movimento 5 Stelle, giudizi contrastanti sull'operato del presidente dimissionario

Dimissioni di Napolitano, le reazioni da Ferrara

di Ruggero Veronese | 4 min

napolitano 2Le reazioni alle dimissioni del presidente della repubblica Giorgio Napolitano, almeno tra i politici ferraresi, variano tra i messaggi di saluto quasi addolorati rivolti dai suoi sostenitori e le ultime feroci critiche da parte dei critici. Ma i toni sono sempre e comunque seri, riflessivi e con poche battute: sulle dimissioni del presidente, insomma, c’è poco da scherzare. E i rappresentanti locali dei partiti lo dimostrano con una serie di messaggi via web in cui traspare tutta la voglia di dichiarare al mondo il proprio apprezzamento o la propria distanza dall’operato dell’ormai ex inquilino del Quirinale.

Tra questi, il messaggio più sintetico è quello del consigliere regionale e segretario provinciale del Pd, Paolo Calvano, che sui social network scrive: “Semplicemente grazie, Presidente Napolitano”. Per restare in casa Pd, l’assessore allo sport Simone Merli manda un messaggio personale al presidente dimissionario, scrivendo: “Grazie presidente Napolitano, non so come tu abbia fatto a reggere tutti questi anni e a tener la barra dritta di un paese che ha problemi che son frutto solo delle proprie scelte o non scelte. Hai guidato sicuro e facendo sentire sicuri chi come noi ha sperato, spera, e spererà sempre in un paese normale. Ora serve lucidità nella scelta, non un signor sì, non un fantoccio, bensì una donna o un uomo delle istituzioni con lo stesso rigore morale ed amore per l’italia. Nel mio cuore il nome ce l’ho, ma non conto e lo tengo per me. Grazie ancora, presidente”.

L’ex assessore alle finanze Luigi Marattin, ora a Roma per incarichi nello staff governativo di Matteo Renzi, dal canto suo non rinuncia a un apprezzamento (poco) più informale verso il suo concittadino partenopeo: “La mia casa natale si trova a Napoli, nel quartiere di Fuorigrotta. Al piano di sotto c’era l’ufficio di un deputato. Scendendo le scale, da bambino, mi chiedevo se tutti i politici avessero come cognome l’aggettivo della loro città di provenienza (milanese, bolognese, ecc). Forse fu papà a spiegarmi che il cognome di quel signore magro e pelato che un paio di volte avevo incrociato non c’entrava con Napoli. E’ stato il primo politico che ho visto nella vita. E così, oggi ho pensato di assentarmi dieci minuti dal lavoro, fare qualche centinaio di metri, e andare in mezzo alla folla a salutare quel signore magro e pelato. E a ringraziarlo silenziosamente per aver servito il suo, ed il mio, Paese”.

Non mancano però, dicevamo, anche le critiche più feroci. Paolo Spath, portavoce ferrarese di Fratelli d’Italia, non fa sconti all’ex presidente: “Napolitano si è dimesso – scrive sui social network -: non rimpiangerò i suoi nove eccessivi anni di regno assoluto! Finalmente l’Italia si può liberare dall’essere schiava degli ordini di un’Europa sempre più dalla parte delle Banche e sempre più lontana dai suoi Popoli. Ora scegliamo un Presidente vero, una personalità orgogliosa di essere Italiana, che metta la Patria al primo posto! Ce la faremo?”.

Ma l’assalto finale più spietato – oltre che circostanziato – è quello pubblicato dal deputato emiliano Vittorio Ferraresi, ripreso dai Grilli Estensi di Ferrara: “Il Presidente della Repubblica ha firmato le sue dimissioni. Sono sincero, Napolitano non mi mancherà!”, scrive il parlamentare, per poi elencare una lunga serie di leggi e decreti per cui ricorderà (in negativo) l’operato dell’ex presidente: dal decreto Mastella al Lodo Alfano, dai pacchetti-sicurezza di Maroni alla Legge Fornero, dall’Italicum alla grazia al colonnello Usa Joseph Romano (condannato per il sequestro Abu Omar), dall’aver “ignorato i terremotati nel discorso di fine anno” al decreto Sblocca Italia, “con cui si è data mano libera a trivellazioni e inceneritori”. Tutti fatti politici in cui Napolitano recitò ruoli diversi – a volte minori, altre più determinanti – ai quali se ne aggiunge quello che per il Movimento 5 Stelle rappresentò il vero ‘schiaffo’ da parte della massima autorità del paese: “la sua figura “terza e imparziale” quando ha ignorato il “Boom” del M5S e per aver relegato tra le forze eversive e demagogiche il M5S, con continui attacchi come l’ultimo dopo lo scandalo “Mafia Capitale”, o come quello rivolto ai deputati M5S “«Il M5S se ne frega dei problemi della gente»”.

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