- (immagine di repertorio)
- (immagine d’archivio)
- (foto di archivio)
- (immagine d’archivio)
“Se volete spiegare il perchè di tutti questi botti, scrivete che chi dovrebbe far rispettare l’ordinanza del sindaco non ha gli strumenti per farlo”. L’agente della polizia municipale allarga le braccia quasi sconsolato mentre attorno a sé, tra i giardinetti di viale Cavour e il Castello Estense, cinque piccoli gruppi di persone danno fuoco alle polveri e riempiono la notte di Capodanno con il fragore dei botti. Alcuni portano con sé solo un po’ di miccette legate tra loro per il classico “effetto mitraglia”, altri accendono la miccia di petardi più potenti prima di allontanarsi di corsa con le mani a coprire le orecchie. Mezzanotte è ormai passata e – ordinanza o non ordinanza – gli amanti dei botti hanno deciso di festeggiare a modo loro il 2015.
La scena, d’altra parte, si presenta nelle stesse modalità un po’ ovunque, con gruppetti intenti a lanciare petardi lungo la strada e le forze dell’ordine a sorvegliare la situazione dalla distanza, in caso nasca un’emergenza. Di identificare e multare tutti però non se ne parla. Un po’ per la netta inferiorità numerica degli agenti rispetto alle persone impegnate con i botti, un po’ per l’oggettiva difficoltà nel sorprendere i lanciatori in mezzo alla folla di migliaia di persone che la notte scorsa passeggiava in città.
In centro storico gli scoppi sono iniziati solo dopo la mezzanotte, una volta concluso lo spettacolo pirotecnico dell’incendio del Castello Estense. Uno spettacolo che doveva essere l’unico autorizzato all’utilizzo dei petardi, ma che in realtà ha dato ‘il la’ a tutte le persone arrivate in centro storico con tasche e zaini carichi di botti e bottarelli di capodanno. I più ‘responsabili’ – a volte anche famiglie con bambini – adoperano le giuste cautele, formando un ‘cerchio di sicurezza’ attorno al petardo appena acceso per evitare che qualche passante possa passare vicino allo scoppio. Altri accendono la miccia e scappano di corsa, incuranti di cosa capiterà alle loro spalle. Dall’esterno di un ristorante sotto a un porticato si vedono addirittura alcuni ragazzi lanciare dei botti sul marciapiede di fronte, senza avere nemmeno la possibilità di vedere se qualcuno si sta avvicinando dai lati. Il concetto di sicurezza insomma, almeno in certi frangenti, sembra un po’ lasciato alla libera interpretazione.
Ad ogni modo in città la notte è passata senza particolari problemi e non si hanno notizie di eventuali persone ferite a causa dei petardi. Da mezzanotte fino a circa le due di notte il centro storico è stato un continuo ripetersi di schioppi e mitragliate, che dopo essersi placati hanno lasciato spazio a chi si era tenuto i botti più forti per la notte inoltrata: fino a oltre le quattro di notte alcune vere ‘cannonate’ hanno turbato il sonno di chi si era già coricato a letto. Nelle zone di periferia, da Pontegradella a Barco, ci segnalano situazioni analoghe, con una prima ‘raffica’ di piccoli botti e fuochi di artificio a mezzanotte e alcuni scoppi più potenti a notte inoltrata.





