Il Cracking di Porto Marghera potrebbe riaprire a breve dopo lo stop deciso dall’Eni. La speranza arriva dalle voci che si rincorrono nell’ambiente economico e che parlano di un forte interessamento della Shell.
La notizia viene riportata dal quotidiano veneto Il Gazzettino che dà come molto probabile l’ingresso della Shell nel Cracking di Marghera che potrebbe portare di nuovo alla produzione di etilene e propilene impiegati per l’industria della plastica, con effetti che potrebbero riverberarsi – ma qui l’ipotesi è molto speculativa – su Ferrara, Mantova e Ravenna.
L’antefatto di una simile decisione della Shell sta nella chiusura di un impianto in Olanda, andato fuori uso a giugno a causa di un violento incendio. La multinazionale anglo-olandese avrebbe così chiesto a Eni di poter usare i suoi impianti per il cracking, peraltro in un periodo in cui il greggio si è deprezzato e risulterebbe più economico da raffinare.
Sempre secondo Il Gazzettino si attenderebbe ora l’ok da parte di Versalis (che fa parte del gruppo Eni) e che lo scorso novembre aveva deciso di chiudere definitivamente il Cracking affermando di voler puntare maggiormente sulla chimica ‘green’. L’accordo firmato il 14 novembre con sindacati, istituzioni locali e ministero dello Sviluppo Economico parlava di investimenti in nuovi impianti per la produzione da biomasse vegetali, ora un cambio di marcia sul Cracking con l’intervento della Shell potrebbe rimettere in discussione alcuni punti di quell’accordo.
“È una bella novità”, commenta Stefano Mantovani della Femca-Cisl di Ferrara che non manca di sottolineare una certa schizofrenia in tutta la vicenda: “A febbraio di quest’anno era stato siglato un accordo per il rilancio del cracking con investimenti paralleli sulla chimica green, poi a novembre il governo e Versalis cambiano idea e decidono di chiudere tutto, adesso, in poco più di 15 giorni questa novità”. Se l’accordo Versalis-Shell (l’incontro per la definizione dell’eventuale passaggio dovrebbe essere venerdì) andasse in porto si tratterebbe di una garanzia maggiore per gli impianti produttivi di Ferrara (e non solo), anche se le voci parlano di un avvio previsto per un anno a partire dal prossimo febbraio: “Un cracking in marcia è la cosa che ci dà più garanzie in tutta l’area padana perché significa un’integrazione di filiera più forte, meglio certamente dei rifornimenti via nave da altri siti produttivi, quindi un accordo con la Shell sarebbe davvero una buona notizia, poi una volta avviato si vedrà”.