L’azienda Sant’Anna vince il secondo round del braccio di ferro legale contro Anaao Assomed, il sindacato dei dirigenti medici che da tempo denuncia problemi di scarso organico dell’ospedale e parla di migliaia di ore di straordinari non retribuite per il personale dell’ospedale ferrarese. La Corte di Appello di Bologna ha infatti rigettato le richieste del sindacato – che sta portando avanti battaglie separate a livello nazionale e per quanto riguarda i singoli ospedali -, ma l’Anaao Assomed non getta la spugna e preannuncia già un probabile ricorso in Cassazione.
Ricorso legato ovviamente a quelle che saranno le motivazioni della sentenza di Bologna, che verranno rese note tra qualche settimana. L’ipotesi del sindacato è infatti che la Corte di Appello abbia bocciato il ricorso soprattutto a causa di una lacuna nella giurisprudenza italiana, che non ha ancora accolto la direttiva 2003/88 della Comunità Europea.
Il discorso in realtà è piuttosto semplice: secondo la Ce il personale medico non dovrebbe lavorare più di 38 ore alla settimana. Un tetto orario che in Italia – non solo al Sant’Anna – rappresenta a dir poco un’utopia: secondo l’ex segretario Anaao Assomed, Pierluigi Api, “sono 75mila le ore di straordinario non retribuito richieste ogni anno al personale medico del nosocomio ferrarese”. L’obiettivo del sindacato non è però solo quello di ‘sbloccare’ i pagamenti ai medici per le loro prestazioni aggiuntive, ma piuttosto dimostrare un dato che – a giudicare dal numero di ore richieste al personale – dovrebbe apparire scontato: “Questo processo – afferma Api – serve per dimostrare, anche dal punto di vista legale, che siamo sotto organico: 75mila ore di straordinario all’anno equivalgono al lavoro di 38 medici, che allo stato attuale mancano all’appello al Sant’Anna”.