L’Altra Emilia Romagna “incrocia le braccia per incrociare le lotte”. Questo il motto dello sciopero sociale sui temi del lavoro, della precarietà e del diritto alla casa a cui ha aderito la lista Tsipras candidata alle regionali, allestendo un banchetto informativo presso il Volto del Cavallo con tanto di tre manichini come lavoratori precari e una tenda come simbolo del diritto alla casa. A fare le veci dei candidati – Maria Cristina Quintavalla, Mauro Presini, Margherita Aurora e Angelo Mestieri, assenti per motivi di lavoro – è Valeria Rustici: “Al di là della campagna elettorale – annuncia la portavoce – abbiamo aderito allo sciopero sociale di chi non può scioperare per difendere i diritti dei precari, dei disoccupati e degli studenti che noi ci candidiamo a rappresentare in regione”.
A detta dei membri della lista, impegnati a distribuire volantini ai passanti, il governo Renzi vuole azzerare la tutela e il diritto del lavoro annullando l’articolo 18, taglia risorse agli enti locali e alla sanità con la legge di stabilità, non costruisce nessuna politica per l’occupazione mentre continuano a crescere i licenziamenti, il ricorso alla cassa integrazione e gli sfratti; la precarietà diventa la condizione normale per i giovani e la casa diventa un diritto sempre più sconosciuto. E allora scioperano per fermare il Jobs Act estendendo i diritti previsti dallo statuto dei lavoratori e abolendo la legge Poletti, per abolire le 46 forme contrattuali della legge 30 con un contratto unico a tutele immediate, per un salario minimo europeo di 10 euro all’ora, per un reddito di base universale non condizionato all’accettazione di qualsiasi lavoro e finanziato dalla fiscalità generale, per la redistribuzione ai reali beneficiari (disoccupati, neet e inoccupati) dei 1,5 miliardi di cofinanziamento europeo del programma Youth Guarantee, per la retribuzione di tutti i lavori che siano sotto forma di stage, tirocini, volontariato o freejobs e quindi per modificare anche l’accordo sul lavoro per Expo 2015 (che chiede ai giovani di lavorare praticamente gratis), per l’estensione del diritto alla malattia e alla maternità ai lavoratori autonomi e contro l’aumento dell’aliquota della gestione separata Inps per i professionisti atipici, per la stabilizzazione dei precari nella scuola, per la gratuità dell’istruzione contrapponendo alla Buona Scuola di Renzi la legge di iniziativa popolare, per un rilancio massiccio degli investimenti pubblici in formazione e ricerca contro la privatizzazione del welfare, delle public utilities e dei beni comuni.

La singolare ‘sfilata’ davanti alle auto in attesa al semaforo degli attivisti de L’Altra Emilia-Romagna
Rustici presenta anche gli effetti devastanti della crisi nel nostro territorio: “La disoccupazione in provincia di Ferrara è arrivata oltre il 14% con un picco di oltre il 53% per gli under 25, mentre 2mila nuclei famigliari sono in attesa dell’assegnazione di una casa popolare. Sono numeri che fanno rabbrividire, come è preoccupante il ritorno delle idee di privatizzazioni dei servizi pubblici, a partire dall’acqua. Per questo la nostra lista sta con i lavoratori in sciopero, con i precari che chiedono la stabilità del lavoro, con tutti i soggetti che difendono i beni comuni, vogliamo costruire un’alternativa a livello nazionale e anche in questa regione, costruendo una prospettiva che connetta tutte queste lotte e produca un nuovo modello produttivo e sociale”. E la risposta dei passanti sembra essere buona: “Molti si fermano a ritirare i volantini e a chiedere informazioni sulle regionali, altri vogliono dei dettagli sullo social strike, tutti dimostrano solidarietà alle nostre battaglie. Questo perché la situazione dei precari attraversa diverse generazioni; parte dalle donne e dai giovani ma coinvolge anche i ‘grandi’ che vivono sulla propria pelle il precariato o lo vedono nella vita dei figli, a cui vogliono regalare un futuro migliore”.
Il prossimo appuntamento de L’Altra Emilia Romagna, oltre ai consueti banchetti informativi in piazza, è in programma lunedì 17 dicembre quando i candidati Presini e Aurora incontreranno Carlo Salmaso, membro del comitato per la legge di iniziativa popolare, per presentare alla cittadinanza la buona scuola della Repubblica, che niente ha a che fare con quella di Renzi.
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