Economia e Lavoro
9 Novembre 2014
Igles Corelli premiato all'alberghiera, prima scuola a essere entrata in Europa

Uno chef stellato per un evento ‘da star’

di Elisa Fornasini | 5 min

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Qualità, innovazione, export, internazionalizzazione e fare sistema sono state le parole più ripetute alla tavola rotonda svoltasi questa mattina all’istituto Vergani: parole chiave per individuare strategie per stimolare lo sviluppo del territorio che è stato il fil rouge della prima edizione ufficiale di “Terre Estensi a Tavola” ospitato appunto dalla scuola alberghiera dopo l’esperimento di successo dello scorso anno. L’evento – organizzato dalla dirigente scolastica dell’istituto Vergani Roberta Monti, dal presidente del Lions Club Portomaggiore San Giorgio Paolo Bruni e dal presidente della Camera di Commercio di Ferrara Paolo Govoni – è stato diviso in tre momenti: tavola rotonda tra rappresentanti di istituzioni ed esperti del mondo agroalimentare, consegna di un riconoscimento allo chef stellato Igles Corelli e pranzo a cura degli studenti dell’istituto alberghiero coordinati dallo chef Adalberto Migliari del ristorante La Chiocciola e dal docente Liborio Trotta. Un programma articolato, quindi, all’insegna della buona cucina, della promozione dell’agroalimentare ferrarese e della solidarietà: durante il pranzo e l’asta benefica,infatti, sono stati raccolti ben 5150 euro a favore del distretto Lions 108 Tb Italy per la ricerca sul mesotelioma maligno della pleura.

A fare gli onori di casa non poteva che essere Roberta Monti che ha presentato con orgoglio l’evento proposto dall’istituto di via Sogari, la prima scuola italiana che è entrata in Europa diventando membro dell’associazione europea delle scuole alberghiere e del turismo, per cui ha assicurato che “porteremo in alto il nome di Ferrara, dell’Emilia Romagna e dell’Italia fino al 2017”. “Siamo in un vero e proprio tempio dell’enogastronomia e del connubio con la terra – ha esordito il cavaliere Bruni riferendosi all’affermato polo scolastico dell’agroalimentare estense – e non c’è luogo migliore per formulare la nostra ricetta dello sviluppo del territorio”. Dopo lo scambio di testimone tra i due re della cucina, ‘scettro’ passato da Michele Bacillieri a Adalberto Migliari, il convegno è entrato nel vivo con la presentazione dei numeri che ruotano attorno al settore agroalimentare come comparto strategico per il nostro Paese. “L’agricoltura in Italia rappresenta 50 miliardi di euro – ha spiegato Bruni – che diventano 250 miliardi con la distribuzione, ovvero il 15% del Pil italiano, ma se si contano anche i 100mila ristoranti e le 34mile sagre presenti in Italia, i numeri vanno ancora duplicati”. Dopo la presentazione dell’agroalimentare come “vessillo di pregio nel mondo”, il dibattito è continuato dalla terra alla tavola, in un percorso che ha visto i contributi di rappresentanti dell’agricoltura, della trasformazione dei prodotti, dell’esportazione, della grande distribuzione e della tavola.

Una tavola rotonda che ha evidenziato sia i punti di forza che le criticità dell’agroalimentare italiano. A mostrare le peculiarità della frutticoltura ferrarese sono stati Pier Carlo Scaramagli, presidente di Confagricoltura Ferrara, e Davide Vernocchi, vicepresidente della cooperativa Patfrut di Ferrara, mentre a offrire una visione più ampia è stato Angel Sanchez, direttore generale di Conserve Italia: “L’Italia è uno dei migliori Paesi agricoli al mondo ma fa fatica a cambiare e non capisce che bisogna puntare sul’export, sull’aggregazione tra diverse cooperative e sulla filiera tra produzione e distribuzione”. “Ci serve anche un accompagnamento da parte del sistema politico – interviene il presidente di Fruit Imprese Marco Salvi – affiancato alla competitività delle aziende e alla crescita delle catene di distribuzione perché solo così potremmo conquistare mercati più lontani”. “Manca anche la prospettiva dei valori – aggiunge il responsabile comunicazione Conad Giuseppe Zuliani – ovvero il coraggio, la competenza e la lealtà”. Valori condivisi dal presidente della Camera di Commercio di Ferrara Paolo Govoni: “Bisogna alzare il livello di competenze, mettere insieme una piattaforma condivisa, assumersi responsabilità nuove in nome della coerenza; solo così si potrà concretizzare una strategia di sviluppo sulla qualità, ben espressa dal recente ottenimento del marchio Igp alla salama da sugo”. “Per gli imprenditori è fondamentale puntare alla salvaguardia dei prodotti italiani – fa eco il presidente di Icos Riccardo Maiarelli – soprattutto in un momento come questo, in cui le norme stanno soffocando le imprese”.“Rimarcare il made in Italy è un modo per aggiungere valore al prodotto – conferma il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani – senza dimenticare la difesa del territorio perché proprio da lì parte la filiera: da molte parti d’Italia la terrà è stravolta ma lo sviluppo che vogliamo salvaguardia il nostro territorio”.

Tra gli ospiti dell’evento figuravano il generale di Divisione Aerea Roberto Nordio l’ex presidente della Provincia Marcella Zappaterra e i sindaci Marco Fabbri di Comacchio, Nicola Rossi di Copparo, Diego Viviani di Goro e Nicola Minarelli di Portomaggiore, che hanno applaudito calorosamente l’entrata in scena di Igles Corelli che, pur essendo uno chef stellato, non si è presentato come una star ma come un cuoco autentico. Lo chef di fama internazionale e presidente dell’associazione Chef to Chef, che a livello locale ha portato la sua elevata esperienza al Trigabolo di Argenta e alla Locanda della tamerice di Ostellato, ha ricevuto una targa di riconoscimento come premio per la sua stellare carriera anche se, annuncia un po’ amareggiato, “l’Italia è al nono posto nella ristorazione nonostante abbia i prodotti migliori”, prodotti che Corelli reinterpreta a suo modo, abbinamento i sapori della terra e del mare in maniera sempre innovativa.

Dopo tante parole l’evento non poteva che concludersi a tavola con un elaborato quanto stuzzicante menù (budino di zucca violina con fonduta di Castelmagno; risotto carnaroli del Delta mantecato all’anguilla di Comacchio; rotolo di faraona, fegato grasso d’anatra e fichi con flan di patate del Mezzano; crema caramellata al Parmigiano con sorbetto di pera ferrarese e mosto cotto di uva fontana) realizzato dalla classe 4 A con la docente Carla Tomasatti. Hanno contributo alla realizzazione dell’evento la classe 5 E con Massimo Pagano che si è occupata del servizio in sala, la classe 3 G con M. Cristina Borgatti addetta all’accoglienza e Claudia Artioli per la scenografia conviviale. La prima edizione di “Terre Estensi a Tavola” si è conclusa all’insegna della beneficenza con l’asta che ha visto aggiudicarsi una cesta con 10 salame da sugo a Riccardo Maiarelli per 300 euro, un secondo cesto di salame, tra cui una da 4 kg, a Luciano Torreggiani per 200 euro e una forma di Parmigiano Reggiano di 30 kg a Marco Salvi per 500 euro.

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