Il monumento simbolo della città estense, che già di per sé è un’opera d’arte, accoglierà i capolavori di due grandi pittori ferraresi che sono stati protagonisti della scena artistica internazionale tra 800 e 900: Giovanni Boldini e Filippo de Pisis. “L’arte per l’arte. Il Castello Estense ospita Giovanni Boldini e Filippo de Pisis” è il nome dell’esposizione che verrà inaugurata il 31 gennaio 2015 e che rimarrà aperta fino al 2017: più che una mostra, infatti, si tratta di un allestimento temporaneo di tre anni che potrà essere visitato fino alla riapertura delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea a palazzo Massari, inagibile dal 2012 a causa del terremoto e ora in corso di restauro. L’obiettivo di questo ‘trasloco’, le collezioni delle gallerie verranno appunto trasferite nelle sale dell’appartamento di rappresentanza al piano nobile del Castello e nei celebri Camerini del Principe, è quello di riconsegnare al pubblico il patrimonio artistico rimasto celato in seguito al sisma e far rivivere i musei nonostante la chiusura della sede che li accoglieva. Il percorso espositivo verrà quindi inserito nel percorso museale: con un unico biglietto di ingresso sarà possibile visitare il Castello e l’esposizione dedicata a due artisti ferraresi di statura internazionale. Facile capire la complessità di questo progetto che ha visto enti promotori il Comune e la Provincia di Ferrara e come organizzatori le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara e la Fondazione Ferrara Arte.
“Si tratta di un lavoro congiunto – annuncia Tiziano Tagliani nella sua doppia veste di sindaco e di presidente della Provincia – per superare positivamente le criticità che investono Ferrara, dall’inagibilità di palazzo Massari al travaglio dell’ente provinciale. Un lavoro coordinato per ampliare l’offerta dei nostri capolavori: il fatto che le collezioni verranno ospitate nel bene più visitato dai turisti che vengono a Ferrara, infatti, dimostra la volontà di promuovere in maniera congiunta sia l’esposizione stessa che la magnifica cornice del Castello che la ospita; un oggetto vivo, vivace e al centro della cultura ferrarese. Un grande progetto che vedrà anche la collaborazione con Forlì, a cui daremo in prestito 34 opere di Boldini per la loro mostra allestita ai musei San Domenico dall’1 febbraio al 14 giugno 2015 e per cui Ferrara Arte sta collaborando all’allestimento. Siamo quindi in grado di offrire una scelta completa e ragionata per i grandi numeri del turismo internazionale”. “Siamo stati tutti bravissimi perché abbiamo messo in piedi un bellissimo progetto che non ha pari in Italia – fa eco il vicesindaco Massimo Maisto – seguendo la logica di non lasciare i quadri nei magazzini: il terremoto ci deve spingere a valorizzare le nostre opere d’arte in contenitori ancora più belli di prima costruendo un percorso museale che, anche se temporaneo, possa far dialogare due ricchezze della nostra città. Sarà anche una grande occasione per riaprire i Camerini del Principe, solitamente non aperti al pubblico, e per ragionare su cosa potrà essere il Castello in futuro”.
Una grande operazione che vedrà un investimento di quasi 900 mila euro: 250mila euro per l’allestimento e la messa in sicurezza, e 200mila euro per i costi di gestione annuale. Risorse anticipate da Ferrara Arte ma che verranno restituite dalla Provincia con l’aumento di due euro sul prezzo del biglietto. “Abbiamo ristabilito i prezzi precedenti – specifica Maisto – quindi il biglietto intero costerà 8 euro e il ridotto 6 euro, mentre rimane invariato il prezzo per le scuole. Pensiamo che sia una scelta saggia perché col biglietto unico si potrà vedere sia il Castello che l’esposizione e queste risorse saranno fondamentali per finanziare l’allestimento e la gestione”. Ci sono grandi aspettative per questo nuovo percorso artistico e museale, aspettative ampliamente condivise anche dal presidente della Fondazione Ferrara Arte, Giovanni Lenzerini, dalla dirigente della Provincia Barbara Celati e dalla direttrice delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, Fondazione Ferrara Arte, Maria Luisa Pacelli, a cui spetta il compito di presentare le scelte curatoriali dell’allestimento “che sono state fortemente condizionate dal luogo perché il Castello non è un ambiente neutro ma ha un’identità forte”.
“I due percorsi monografici racconteranno in maniera coerente tutta la carriera dei due artisti – entra nel dettaglio la Pacelli – a basso impatto espositivo dato che i quadri verranno attaccati ad un elemento metallico per non toccare le pareti. Il percorso espositivo si svilupperà a partire dalle sale del Governo, della Devoluzione, dei Paesaggi e delle Geografie con 58 opere di Boldini, di cui 27 oli e 31 opere su carta, che daranno risalto al ruolo di spicco dell’artista nel rinnovamento della pittura italiana e internazionale. Innanzitutto le prove nella Firenze dei Macchiaioli, invenzioni di sorprendente immediatezza come Le sorelle Lascaraky; poi la produzione successiva all’approdo nella Parigi degli impressionisti da Notturno a Montmartre alla Cantante modana; infine le icone della ritrattistica boldiniana come il Ritratto del piccolo Subercaseaux, Fuoco d’artificio, la Passeggiata al Bois de Boulogne o La signora in rosa. Saranno 37 i dipinti di de Pisis ospitati invece nei Camerini del Principe: apriranno la narrazione preziose testimonianze del periodo giovanile, da Natura morta col martin pescatore a Le cipolle di Socrate, a cui seguiranno i capolavori del periodo parigini come Il gladiolo fulminato o Strada di Parigi, il cerchioo si chiuderà con la produzione successiva al rientro in Italia tra il Ritratto di Allegro, La rosa nella bottiglia e Natura morta con calamaio”.
La presentazione non poteva che chiudersi con una risposta critica alle dichiarazioni espresse da Ranieri Varese, per la quale la pacatezza della Pacelli lascia spazio a una vena di stizza: “I nostri musei sono chiusi ma sono in attività – commenta la direttrice delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea – tanto che verrà pubblicato un epistolario di Boldini che raccoglierà oltre 600 lettere dell’artista per studiare i legami e la storia cronologica dell’artista, senza contare la continua opera di catalogazione, l’impegno per restaurare il fondo video e arte e la qualità delle mostre di Ferrara Arte. Dato che Ranieri Varese è un critico, entri nel merito della questione e su questa discutiamo”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com