La giunta comunale presenta lo schema del bilancio preventivo del 2015 e punta a farlo approvare da consiglio entro fine dicembre, per non cadere nei vincoli del regime di esercizio provvisorio. Un bilancio in cui le novità sono più normative che sostanziali, dal momento che le cifre presentate (soprattutto per quanto riguarda la pressione fiscale) dal sindaco Tiziano Tagliani e dalla sua squadra non variano di molto rispetto al documento programmatico del 2014. Ciò che cambia è soprattutto la regolamentazione per la rendicontazione del bilancio, dopo le modifiche legislative avvenute nell’ultimo anno. Che se da un lato ‘liberano’ nuove risorse dal patto di stabilità – ma solo a condizione che il Comune le finanzi attraverso alienazioni dei propri beni o altri generi di rendite -, dall’altro impongono maggiori restrizioni e un conteggio più ‘prudente’ delle disponibilità economiche.
Nella pratica, questo si traduce con la diminuzione di alcune voci in entrata. Ad esempio per quanto riguarda le risorse da operazioni già effettuate ma che verranno saldate in gennaio: se prima era possibile rendicontarli nell’anno in cui viene erogato il servizio, con l’approvazione del decreto legislativo 126/2014 le voci attive possono essere messe a bilancio solo una volta incassato l’effettivo pagamento, mentre prima dovranno essere rendicontate in un “fondo crediti per dubbia esigibilità”.
Normative a parte, il nuovo bilancio segue abbastanza fedelmente il tracciato battuto l’anno scorso, con una variazione di poco meno di due milioni di euro sia per quanto riguarda le entrate che le uscite, che passano entrambe da 134,9 a 136,6 milioni di euro. Un pareggio di bilancio raggiunto grazie a un aumento degli incassi di 1,7 milioni di euro, in cui 700mila euro sono entrate ‘strutturali’, cioè frutto di un avanzo di gestione, mentre un milione di euro è costituito da un ‘bonus’ una tantum proveniente dalla società Ami, che ha smobilitato tre milioni di riserve accantonate negli ultimi dieci anni di gestioni e versato la quota di utili che spetta al Comune.
Analizzando e singole voci si vede un incremento di entrate derivanti dalle imposte (+ 2,6 milioni), frutto però non di una maggiore pressione fiscale ma dalla quota di evasione recuperata nel corso dell’ultimo anno. Più numerose le voci in calo: trasferimenti statali in primis (- 500mila euro), ma anche interessi attivi (- 65mila euro) e incassi derivannti da multe e sanzioni (- 800mila euro). Per quanto riguarda le spese, tra le voci in aumento si notano quelle relative alla manutenzione stradale (+ 230mila euro), al servizio del debito (+ 700mila euro) e per i servizi generali (+1,7 milioni di euro), mentre calano i costi del personale (- 500mila euro), le imposte e tasse da pagare (- 80mila euro) e naturalmente le spese per l’organizzazione delle elezioni, che si azzerano dopo i 400mila euro spesi nel 2014. Scendiamo maggiormente nel dettaglio per quanto riguarda l’incremento di 1,7 milioni per le spese generali: 100mila euro derivano da un contributo ad Ami per il mantenimento della linea 6 per Cona, 500mila euro di maggiori contributi all’Asp e 580mila euro ai servizi scolastici, 100mila euro per la realizzazione del forno crematorio Amsef, 210mila euro per rimborsi vari ai cittadini e altri 200mila euro per spese minori (sorveglianza del tribunale, fondo affitto e convenzione con Sipro per la ricerca di finanziamenti comunitari e internazionali).
Cifre che potranno comunque essere modificate dopo gli aggiustamenti di bilancio. Per il momento sono previste tre manovre correttive: a fine gennaio con a rendicontazione dell’avanzo per le opere pubbliche, a fine febbraio con l’approvazione della Legge di Stabilità e a fine marzo per il riaccertamento straordinario degli utili residui. Ma passiamo a quello che in questi anni rappresenta la vera spada di Damocle per i Comuni italiani: il patto di stabilità. Il tetto per investimenti che il Comune potrà effettuare nel 2015 è pari a 20,653 milioni di euro: 5,4 milioni per le nuove operazioni finanziate nel 2015 e altri 15,2 milioni per quelle ancora in corso di realizzazione. Questo limite di spesa potrà però aumentare di circa 7 milioni di euro, a seconda della flessibilità e del margine di azione che verrà lasciato dalla Legge di Stabilità. Altra strada per liberare risorse, come accennato inizialmente, sta nell’alienazione di beni comunali, i cui proventi sono indipendenti dal patto di stabilità. Difficile pensare a particolari operazioni immobiliari, mentre Tagliani non esclude la possibile cessioni di azioni Hera: i Comuni soci all’interno del patto di sindacato propongono di ridurre la quota pubblica della multiutility dal 51% al 35%, assicurando comunque alle amministrazioni la maggioranza relativa necessaria al controllo. “La linea guida sembra quella di far ‘dimagrire’ la quota degli enti pubblici delle società – afferma Tagliani -, quindi dobbiamo valutare le proposte che ci chiedono di uscire da determinati business. Ma siccome siamo già stati scottati in passato, prima vogliamo vedere cosa c’è sul piatto”.
Ultima nota riguarda il calendario del ‘tour’ attraverso cui la giunta illustrerà il bilancio alla cittadinanza, e di cui riportiamo di seguito le date:
Lunedì 10 novembre alle 21 – CONA – stand tombola, via Comacchio 943
Giovedì 13 novembre alle 21 – PONTELAGOSCURO – sala parrocchiale, piazza B. Buozzi
Martedì 18 novembre alle 21 – SAN MARTINO – sala parrocchiale, piazza Ugo Costa 32
Giovedì 20 novembre alle 21 – POROTTO – Teatro Verdi, via X Martiri 141
Mercoledì 26 novembre alle 21 – FERRARA – sala della Musica complesso di San Paolo, via Boccaleone 19.
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