Politica
29 Ottobre 2014
Cimarelli fa la corte al sindaco di Comacchio: "Le idee che cerca si trovano nel nostro programma"

Regionali, Forza Italia tra i due Fabbri

di Daniele Oppo | 4 min

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Da sinistra: Pier Paolo Carli, Paola Peruffo, Luca Cimarelli e Maria Cristina Barbieri

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Non si pronunciano in modo netto sulle ultime uscite di Alan Fabbri, in particolare sulla ‘provocazione’ dei bus separati per italiani e rom, ma riconoscono che con le sue dichiarazioni “ha portato alla luce temi importanti sui quali ci battiamo da anni e ha polarizzato lo scontro politico tra due modi distinti di vedere la Regione”, Lega, Fdi-An e Forza Italia da un parte, il Pd di Bonaccini dall’altra, agli altri le briciole.

I quattro candidati di Forza Italia si presentano così ai nastri di partenza per la corsa a un posto da consigliere in Regione convintissimi, come spiega uno di loro, Luca Cirmarelli, che “se passerà qualche candidato di Ferrara nel centro destra, sarà di Forza Italia”. I nomi, oltre quello di Cimarelli, sono Paola Peruffo (già consigliera comunale in città), Maria Cristina Barbiera da Cento (dove presiede il club Forza Silvio dopo cinque anni da amministratrice comunale) e Pier Paolo Carli da Comacchio. “A differenza di altre liste che hanno candidato chi campa di politica, ex presidenti della provincia o segretari di partito – attacca Vittorio Anselmi nel presentarli – noi candidiamo persone che sono forti sia una propria storia politica alle spalle che di una loro storia professionale e imprenditoriale, in grado di rappresentare le diverse istanze della provincia”. L’obiettivo è quello di “recuperare la frazione di elettori che ci aveva abbandonato”. Il riferimento è, neppure troppo velatamente, a quella porzione di elettori che ha votato il M5S e la conferma arriva anche dalle parole di Luca Cimarelli: “Ho letto il decalogo delle cose che vorrebbe trovare nei programmi elettorali per decidere chi votare, posso tranquillamente dire che il sindaco di Comacchio dovrebbe votare Forza Italia dato che quelle cose fanno parte del nostro programma”.

Sulle esternazioni di Alan Fabbri si fa un po’ di melina: “Finché fa vedere che la coalizione è un bene”, spiega ancora Cimarelli che approva la posizione del sindaco di Bondeno sulla questione Mirror, ma rimane più sul vago sulle altre idee per la gestione dell’immigrazione, derubricandole a esternazioni utili a “polarizzare due posizioni differenti”, ma rimarcando che “la coalizione è composta da tre partiti diversi e che non è la stessa cosa votare Lega, Fdi o Forza Italia”. Cimarelli non rinuncia poi a lanciare qualche frecciata al Pd: “L’80% delle persone non sa neppure che si voterà il 23 novembre, una scadenza innaturale perché chi in Regione è stato il paladino della politica chiara, onesta e pulita, della trasparenza e della superiorità morale si è dovuto dimettere”, attacca per poi evidenziare come “molti esponenti del Pd debbano rincorrere le politiche del Governo come ad esempio quella deleteria per i rifiuti, ma solo perché c’è una scadenza elettorale imminente”. E per rimarcare la sua contrarietà alle politiche fin qui adottate dal centrosinistra arriva la sua provocazione: “Servirebbe una specie di piano Marshall per Ferrara, siamo ultimi in tutte le classifiche positive e primi in quelle negative, bisogna pensare ad una soluzione per questa situazione. In questa provincia – prosegue – non siamo mai riusciti a fare un trust quando ce ne sarebbe stato bisogno, abbiamo bisogno di infrastrutture come il pane e mi si deve spiegare perché per la Regione la costa finisce a Ravenna”.

Ovviamente, sulla crescita turistica di Comacchio punta tutto Pier Paolo Carli che intende portare in Regione le istanze del turismo costiero: “Si parla tanto di Idrovia, una montagna di soldi con i quali si sarebbero potute costruire le terme, un polo fieristico, la stazione ferroviaria e un museo dei reperti di Spina”.  Tra le sue proposte quella di far cominciare le scuole il primo di ottobre e quella di spostare gli eventi nella bassa stagione. Carli parla anche del San Camillo: “Una struttura ristrutturata con 13 milioni di euro e poi chiusa è uno spreco di denaro pubblico, la sua posizione è strategica per il basso ferrarese anche considerando i 5-6 milioni di presenze estive”.

Paola Peruffo si presenta come una sorta di garante “degli antichi valori di Forza Italia, quella del ’94 che sono andati un po’ persi”, intenzionata a portare avanti le istanze delle imprese, ma anche a un miglioramento della sanità “che deve essere per tutti e non solo per chi se lo può permettere come sembra volere il centrosinistra con le sue ultime novità”, senza tralasciare temi sociali come il riconoscimento e la tutela di forme familiari diverse da quelle tradizionali: “Quante famiglie mononucleari ci sono oggi? – chiede – Dobbiamo adattarci ai cambiamenti veloci di questo momento storico”. Impresa al centro anche del programma di  Maria Cristina Barbieri, che intende rappresentare l’area produttiva dell’Alto ferrarese ma anche dare uno scossone alla ricostruzione post-terremoto “che a Cento è ferma da tanto tempo”.

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