Egregio Direttore,
nell’illustrare la manovra, Renzi si è rivolto alle italiane e agli italiani ma come a solito si è lasciato prendere la mano o meglio si è lasciato prendere dal suo parlareeee e parlareeeeee.
Esaminando alcuni punti della manovra rilevo che: gli 80 euro, si fa per dire, vanno solo a chi lavora nel privato e con un reddito limitato; IRAP, risparmio solo per i datori di lavoro; partita IVA solo a quelli delle partite iva anche se fasulle; famiglie, solo a quelle con figli, non è specificati che età devono avere i figli, oggi sono a carico anche a 30 anni; ammortizzatori , solo ai disoccupati iscritti in un qualche elenco; TFR, volontario, solo per lavoratori del privato.
Rimangono esclusi da un qualsiasi beneficio, milioni e milioni di italiane e italiani. Per primi ci soni i milioni di pensionati con pensioni da miseria, cosa che è una vergogna dell’Italia; i disoccupati sciolti, quelli che per necessità lavorano in nero (lavoro che ora vale per i conti dello stato ma non per loro), quelli che hanno perso una piccola attività privata e tanti sconosciuti al sistema delle rilevazioni e il plotone dei lavoratori statali. A Renzi deve piacere il gioco d’azzardo, gli piace scommettere. La scommessa dei primi 80 euro che avrebbe accompagnato la ripresa, è andata male, ma a lui personalmente è andata benissimo. Ora siamo alla seconda, e da bravo giocatore ha alzato la posta, ogni volta che parlava l’entità della manovra aumentava e ieri al mattino era 30 e alla sera era 36!!
Da bravi italiani, ci auguriamo che l’Italia vinca la scommessa di Renzi, altrimenti modestamente “dopo di me la troika”, non dice il diluvio come il Re Sole, perchè il diluvio c’è già.
Un saluto
Pasquina Ferrari