Sanità, futuro della Regione, rapporto con l’Europa, ruolo del centrosinistra, relazione tra Pd e Psi: sono tanti i temi toccati durante il quarto weekend della Festa Socialista con il dibattito “Una Nuova Regione, Un Nuovo Centrosinistra” svoltosi presso il teatro Venere di Ravalle. A confrontarsi su questi argomenti di grande attualità sono stati Paolo Calvano, segretario provinciale Pd Ferrara, Rita Cinti Luciani, segreteria nazionale Psi e Francesco Castria, segretario regionale Psi, moderati dal giornalista di Estense.com Ruggero Veronese. Tematiche che diventano ancora più attuali tenendo a mente il momento chiave che sta vivendo il centrosinistra, dalle primarie del Pd del 5 ottobre all’elezione del presidente della giunta e del consiglio regionale del 23 novembre.
Se l’elezione regionale fosse una partita a poker il messaggio sarebbe chiaro: “Il centrosinistra non può permettersi di perdere questa partita perché ha le carte in regola per il cambiamento” annuncia Luciani che, insieme a Calvano e Castria, sostiene fermamente la candidatura di Stefano Bonaccini. “Pensare che in Emilia Romagna si sappia già il risultato della partita è il modo peggiore per perderla – aggiunge Calvano – perché non bisogna dare nulla per scontato”. Se Bonaccini sembra comunque avere ‘l’asso nella manica’ per diventare il nuovo presidente del dopo-Errani, il jackpot non è certo semplice: ripensare il ruolo complessivo della Regione in vista dei cambiamenti che la attraversano. “Chi si candida deve cambiare il proprio approccio alla politica – afferma Calvano – perché cambia sia la legislazione con la riforma del titolo V (divisione delle materie di competenza tra Regione e Stato) sia il rapporto con le Province che, diventando enti di 2° grado, porteranno a un contatto più diretto tra i rappresentanti regionali e quelli provinciali”.
“Si tratta di un cambiamento epocale – conferma Luciani – anche se in materia di riordino c’è tanto da fare. L’Emilia Romagna è sempre stata un modello perché è una Regione molto avanti sulla qualità dei servizi e con una marcia in più nell’economia, ma ora bisogna fare un passo ulteriore per superare questa fase critica”. Inoltre la nostra Regione, considerata il “simbolo” del centrosinistra in Italia, si gioca anche un ruolo importante nella scacchiera politica italiana: “L’Emilia Romagna è il termometro con cui si misura lo stato di salute del centrosinistra – dichiara Castria – e in questo caso anche dei primi nove mesi del governo Renzi”, di cui apprezza soprattutto la scelta di far confluire il Pd nel Partito Socialista Europeo. Il dibattito diventa quindi un’occasione per fare il punto del ‘matrimonio’ tra il Partito Democratico e il Partito Socialista Italiano celebrato dall’Unione Europea. “Non si tratta di un rapporto di convenienza – assicura Calvano – ma di un percorso naturale, di un ulteriore passo che avvicina i due partiti che hanno dei temi comuni, a partire dalla laicità (che deve essere un modo di fare politica indipendentemente dalle credenze delle singole persone) fino ad arrivare alla visione della società (giustizia sociale)”.
Se Calvano mette in luce gli elementi di congiunzione tra i due partiti, ci pensa Castria a mostrare il tallone d’Achille sottolineando che “c’è un tema che ci differenzia, quello della riforma della giustizia civile e penale, per cui mi aspetto qualche proposta in più dal Pd partendo dalla revisione dell’obbligatorietà dell’azione penale”. In questo botta e risposta, subito pronta la replica di Calvano: “La miglior forma di garantismo che si può adottare in Italia è ridurre i tempi di attesa delle sentenze civili e penali che viaggiano su una media di 3 anni, mentre in altri paesi è di 280 giorni. Una situazione drammatica sia per i privati (che vengono additati come colpevoli perché sotto processo) che per le imprese”.
Molti punti in comune anche per quanto riguarda il futuro della Regione presentata nei suoi punti di forza e di debolezza. Tutti e tre segretari sono concordi nell’affermare che il problema principale dell’Emilia Romagna sia ‘l’iperburocratizzazione’: “Si potrebbe fare di più per snellire la burocrazia con un’attenzione in più rispetto al passato per evitare infiltrazioni mafiose specie nel settore edilizio”. Se la sburocratizzazione con il conseguente controllo del territorio sono i primi punti all’ordine del giorno, rimane la macrotematica della sanità. “Siamo da prendere come modello per la riforma dei settori dedicati alla sanità – commenta Luciani – anche se dobbiamo puntare sulla razionalizzazione con la riduzione dei tempi di attesa”. Per Calvano un’altra strategia sbagliata di Errani è stata quella di aver insistito sul tema del policentrismo: “Ogni realtà non può essere un piccolo centro a sé stante, è più conveniente puntare su un sistema di trasporti per collegare le diverse realtà”. Così Calvano ‘incarica’ già la nuova Regione di investire sul trasporto su ferro, mentre Castria e Luciani mettono nel paiolo delle cose da rivedere e migliorare anche l’attrazione di investitori nuovi e la riduzione della pressione fiscale per lavoratori e imprese.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com