
Stefano Bonaccini
Anche Stefano Bonaccini è indagato per peculato. La corsa alla carica di governatore dell’Emilia Romagna si complica sempre più dopo gli sconvolgimenti portati dalle notizie sull’inchiesta sulle “spese pazze” del consiglio regionale sulle quali indaga la magistratura bolognese. E le indagini in corso per quelli che sembravano essere i due nomi più forti in gara, Matteo Richetti e, appunto, Bonaccini, crea un vero allarme nel Pd alla vigilia delle elezioni regionali e potrebbe aprire il campo a nuove, inesplorate ipotesi da parte della direzione del Pd nazionale. Con indiscrezioni che indicano il sottosegretario alla presidenza del consiglio Graziano Delrio ormai come unico nome ‘papabile’ alla carica di Governatore.
È la giornata dei colpi di scena in casa Pd: prima il fedelissimo di Matteo Renzi e storico portabandiera dei ‘rottamatori’ emiliani Matteo Richetti annuncia il ritiro della propria candidatura, accennando senza entrare nel dettaglio a problemi personali di fronte ai quali la politica deve fare un passo indietro. Poche ore dopo la notizia: Richetti, ex presidente dell’assemblea regionale, è indagato per peculato dalla procura di Bologna nel corso dell’inchiesta sulle “spese pazze” in consiglio regionale, nata dall’esposto del pentastellato Defranceschi sull’utilizzo delle auto blu.
Alle 16 la corsa alle primarie sembrava poco più di una formalità: da una parte l’ex sindaco di Forlì Roberto Balzani, dall’altra il vincitore annunciato Stefano Bonaccini, consigliere regionale e segretario provinciale del Pd di Modena. Un nome sostenuto tra gli altri anche dal segretario provinciale ferrarese, Paolo Calvano, oltre che dagli assessori regionali Palma Costi e Patrizio Bianchi, ritiratisi dalla corsa alle primarie proprio per dare sostegno al candidato modenese.
Alle 19:30, nuova doccia fredda: otto consiglieri regionali sono indagati per peculato. Compreso Bonaccini e tutti i capigruppo in carica nel 2012. Ma Bonaccini non segue la strada intrapresa da Richetti e al momento non ritira la propria candidatura: “Ho appreso poco fa – afferma il consigliere regionale – che la Procura sta svolgendo accertamenti anche sul mio conto e ho già comunicato, attraverso il mio legale Professor Manes, di essere formalmente a disposizione per chiarire ogni eventuale addebito. Confido di poter dare al più presto ogni opportuno chiarimento”.