Cronaca
6 Settembre 2014
Il direttore del dipartimento di Sanità Pubblica: "A noi non risulta nulla"

“Nessun caso Tbc nella Polizia di Ferrara”

di Daniele Oppo | 2 min

admin-ajaxNon c’è nessun poliziotto contagiato da tubercolosi a Ferrara. L’Ausl smentisce in toto le affermazioni del segretario del Sap Gianni Tonelli che aveva affermato che un agente di Ferrara avrebbe contratto la Tbc mentre operava al servizio fotosegnaletica, entrando in contatto con un migrante richiedente asilo mentre era in attesa di giudizio davanti alla Commissione.

“A noi non risulta nulla, non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione dalla polizia e dal medico della polizia – afferma il direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica Giuseppe Cosenza -. La situazione è ferma a quanto abbiamo già avuto modo di spiegare a luglio (quando i sindacati di polizia denunciarono la presenza di due contagiati tra gli agenti di Ferrara): c’è stato un solo caso di un agente positivo al test Mantoux, il sistema più diffuso per verificare se una persona è venuta a contatto con il bacillo di Koch, l’agente responsabile della malattia. Contatto che però non significa contagio: “Il test – spiega infatti Cosenza – indica solo che c’è stato un contatto con il bacillo e che il sistema immunitario ha risposto, ma non significa assolutamente che ci sia una malattia in corso”.

Nella giornata di ieri era stato Igor Gelarda, dirigente del sindacato di polizia Consap, a lanciare l’allarme sul rischio tbc in Italia rilanciato già nei giorni scorsi dal blog di Beppe Grillo, affermando che ci sarebbero tre nuovi casi di agenti contagiati da tubercolosi a Bologna, Terni e, appunto, Ferrara.  La Tbc è una malattia con bassa capacità infettiva che si trasmette prevalentemente per via aerea e il contagio – spiega ancora Cosenza – “avviene in situazioni particolari, come condizioni di igiene non buone, luoghi chiusi, magari affollati e presenza di persone ammalate di tubercolsi, non certo scattando delle fotografie”. Nei Paesi industrializzati la Tbc è una patologia relativamente poco frequente e richiede trattamenti specifici di lunga durata tramite cicli di antibiotici: “È una malattia importante ma curabilissima”, precisa il direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica.

L’azienda sanitaria ferrarese aveva già a suo tempo sottolineato che in base a quanto previsto dai programmi di controllo della diffusione della Tubercolosi, tutto il personale della Polizia impegnato nelle operazioni di gestione dei migranti è stato sottoposto a controlli con il test cutaneo alla tubercolina, mentre gli immigrati sono stati sottoposti a controllo clinico-radiologico volto a escludere la presenza della malattia con esito negativo. Una situazione che, per l’Ausl, non è cambiata.

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