Federconsumatori Emilia Romagna si scaglia contro la multi-servizi Hera per il Fondo fughe acqua, il fondo di solidarietà contro le perdite idriche annunciato dalla multiutility il 28 luglio scorso.
“Hera anche in questa occasione – afferma Federconsumatori – ha tenuto in scarsa considerazione le associazioni di rappresentanza dei consumatori. Qualche settimana fa in occasione di riunioni territoriali convocate su tutt’altro ordine del giorno, ha comunicato la propria intenzione di istituire il fondo in questione. In quelle occasioni – ricostruisce Federconsumatori – le associazioni hanno vanamente sollecitato una serie di chiarimenti ai quali non è stato dato riscontro, né è stato loro consegnato il regolamento attuativo divulgato poi in questi giorni. Così facendo si è persa l’ occasione di regolare in modo efficace anche sul piano dei costi per il cittadino, uno strumento da anni sollecitato dalle associazioni dei consumatori”.
Critiche arrivano non solo alle modalità decisionali ma anche alla modalità di adesione al Fondo, basata sul silenzio assenso e “non preceduta da una adeguata informazione alle associazioni dei consumatori, mediante apposita riunione regionale preceduta dall’invio della documentazione esplicativa”. Modalità che secondo l’associazione rivelano “come Hera persegua i suoi obiettivi in modi spicci”.
Federconsumatori muove poi delle critiche anche nel merito delle regole predisposte dalla multiservizi per l’accesso al Fondo in questione: “Sarebbe auspicabile che l’Autorità per il sistema idrico (Aeegsi) provvedesse alla emissione di una normativa su questi temi, proposta di normativa che Federconsumatori sosterrà nei confronti dell’autorità stessa . Ciò permetterebbe un trattamento omogeneo a livello nazionale, con l’opportunità di un cospicuo contenimento dei costi per gli utenti, attraverso lo strumento della gara di appalto nei confronti di compagnie assicurative o attraverso l’istituzione di un fondo fughe, con criteri omogenei e trasparenti, valido su tutto il territorio nazionale e sottoposto al controllo degli Ato esistenti”. Sotto la lente d’ingrandimento anche i 15 euro annui richiesti da Hera, un costo che “risulta elevato in rapporto a strumenti analoghi adottati da aziende multiservizio che operano sia in territorio regionale che nazionale. Riteniamo – continua Federconsumatori – che tale costo andrebbe differenziato per fasce di consumo, o diversificato per utenze domestiche e non domestiche”.
Per l’associazione dei consumatori anche la franchigia stabilita da Hera non è soddisfacente: “Il fondo – spiega Federconsumatori – interviene solo quando la fuga d’acqua supera l’80% del consumo medio. La soglia dell’80% funziona da “franchigia” ed è stata scelta, sostiene Hera, ‘perché è il limite entro il quale, statisticamente, consumi più alti della media non sono riconducibili a eventi straordinari'”. Affermazione che per l’associazione rappresentativa dei consumatori è una “capziosa giustificazione” facile da controbattere: “un buco nella tubatura è sicuramente un evento straordinario a cui i consumi elevati sono inequivocabilmente riconducibili. Siamo quindi convinti che si tratti di un limite di accesso al fondo che lascia a carico degli utenti costi troppo elevati. Anche in questo caso in regione vi sono esempi di altre aziende multiservizi, che applicano condizioni più favorevoli ai cittadini”.
Federconsumatori contesta anche il limite massimo rimborsabile per fughe nel biennio stabilito da Hera in 10mila euro: troppo basso se proporzionato ai costi di accesso del fondo stesso e agli altri strumenti presenti sul territorio regionale. Ad esempio – rileva Federconsumatori – nella provincia di Ravenna ove la stessa Hera da anni e fino ad oggi aveva posto in essere il Fondo fughe, le condizioni applicate prevedevano: franchigia 20% e massimale di 20mila euro”.
“In sintesi – conclude l’associazione – gli utenti potranno servirsi di un Fondo fughe che pagheranno molto salato ed Hera a quanto è dato sapere godrà di risorse a interessi zero, pari a circa 15 milioni di euro”.