
Consiglio comunale centrodestra
Se i colleghi di opposizione e compagni di strada nel centrodestra puntano sull’apertura e la collaborazione con la maggioranza per un’opposizione “costruttiva”, Mauro Malaguti, unico eletto in consiglio comunale tra le fila di Fratelli d’Italia e parziale new entry (fu consigliere 2 legislature fa) promette invece un’opposizione diversa, più dura, di quella vista fin qui.
“Bisognerà rivedere un po’ il modo di fare opposizione – afferma Malaguti -, deve essere ripensata anche perché se per 70 anni hanno governato gli stessi in città è colpa anche dell’opposizione, tanto che oggi alcuni suoi pezzi siedono dall’altra parte e questo è sconcertante”. Meno drastica Paola Peruffo (FI), new entry in consiglio con alle spalla un passato in circoscrizione: “Faremo un’opposizione costruttiva e mirata a farci conoscere di più dai cittadini che in questi anni hanno effettivamente avuto la sensazione che non sia stata sufficientemente attiva e presente”. Un appunto la Peruffo lo riserva anche alla presenza femminile: “Constato con rammarico che ancora una volta è molto scarsa, anche almeno questa volta nel mio schieramento una donna è riuscita ad entrare in consiglio”.
Sulla stessa linea Vittorio Anselmi candidato sindaco di FI che ha espresso una posizione di apertura propositiva alle idee e proposte della maggioranza e l’altra new entry del centrodestra Matteo Fornasini: “Abbiamo iniziato con un’apertura di credito verso la proposta del Pd di votare Girolamo Calò come presidente del consiglio, ci auguriamo adesso che la presidenza non venga utilizzata per lanciarsi in nomine superiori dato che si parla di assessorato o un posto in Regione. Noi abbiamo fatto una campagna elettorale sulle proposte, senza polemiche inutili e senza alzare la voce – continua Fornasini -. Vorremmo svolgere un ruolo propositivo anche come opposizione che non deve sempre e solo dire di no a tutti i costi ma confrontarsi con le idee e le proposte, ovviamente controllando l’operato del sindaco”.
Segnali di apertura – compresa il voto quasi unanime sul nome di Calò e quello unanime su Giampaolo Zardi come suo vice – colti positivamente anche Luigi Vitellio: “È stato un inizio positivo e sono contento che si sia trovata un’intesa su chi deve vigilare sulle regole”. Un accordo che è sottolineato anche dalla rinuncia di Calò al 15% della sua indennità da presidente richiesta dal M5S e da Francesco Rendine (che però si è polemicamente astenuto dalla votazione): “È un segnale positivo che dimostra che il più grande nemico contro cui combattere la guerra è la crisi. Si tratta di un piccolo gesto ma che mostra una grande sensibilità”. “Il M5S – continua il capogruppo Pd – ha detto oggi cose importanti e noi cercheremo la collaborazione con tutti perché dobbiamo renderci conto che rappresentiamo tutto il popolo ferrarese e non solo una sua parte. Lavoreremo insieme – promette – perché il consiglio comunale sia il luogo in cui vengono portati e risolti i problemi, ognuno nel proprio ruolo, anche con un’opposizione dura purché dentro i limiti della politica”.
Sempre dai banchi della maggioranza, Leronardo Fiorentini, eletto come indipendente nella lista di Sel, auspica di portare “un chiaro indirizzo di sinistra alla visione che vogliamo dare di Ferrara verso il traguardo del 2020”