Portomaggiore
8 Maggio 2014
Condannato un 70enne che, non trovando più i suoi oggetti nel giardino del conoscente, lo ha minacciato con un'arma finta

Pistola alla schiena per un favore

di Ruggero Veronese | 2 min

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admin-ajax (10)Portomaggiore. Brutta situazione se si viene accusati da un conoscente di essersi appropriati dei suoi averi. Ancora peggio quando il conoscente in questione, oltre all’aria minacciosa, ha anche una pistola in mano. Lo sa bene un 50enne di Portomaggiore, che per aver cercato di fare un piacere a un concittadino si è ritrovato vittima di un episodio tutt’altro che memorabile.

L’uomo infatti nel 2010 aveva accettato la richiesta di un conoscente, un 70enne di Portomaggiore, che aveva bisogno di un posto dove sistemare temporaneamente alcuni ingombranti averi: una roulotte, una piccola imbarcazione, una voliera e altri oggetti più o meno di valore. Per non pagare l’affitto di un magazzino, il portuense aveva chiesto all’amico di poterli accatastare in un angolo della sua proprietà, in attesa di poter riprendere il tutto al momento opportuno.

Una richiesta che l’altro non aveva avuto problemi ad accettare e così i due avevano scaricato tutti gli oggetti ai margini del terreno agricolo. A circa un anno di distanza il 50enne gli chiede però di passare a prendere le sue cose: dagli uffici del Comune gli era giunta infatti un’ordinanza di sgombero per quella catasta disordinata nella sua proprietà. Da quel momento la situazione è precipitata: una volta giunto sul posto, l’uomo ha accusato il conoscente di avergli sottratto alcuni degli oggetti che aveva depositato sul posto, per rivenderli e incassare il guadagno. E alla reazione stupita dell’altro, che sosteneva di non aver mai preso di nulla, il 70enne ha estratto una pistola Beretta e gliel’ha puntata contro la schiena. “Lo sai come funziona questa?”, sono state le sue parole rivolte al terrorizzato proprietario terriero.

Comprensibile lo spavento dell’uomo, che una volta rimasto solo, mentre l’altro tornava a frugare in mezzo ai suoi averi, ha chiamato i carabinieri per avvertirli dell’accaduto. Gli uomini dell’Arma si sono precipitati sul posto, trovando il 70enne ancora impegnato nella ricerca e con la pistola infilata dentro ai pantaloni. L’arma, hanno scoperto i militari, era una perfetta riproduzione, ma naturalmente la paura della vittima della minaccia era fin troppo reale. Al punto che verso l’ingrato 70enne, già condannato in passato per un episodio analogo, è partita subito una denuncia penale, con il suo conoscente ad affrontarlo come parte civile attraverso l’avvocato Filippo Sabbatani. Ieri nel tribunale di Ferrara si è svolta l’ultima udienza del processo, che ha visto la condanna dell’uomo a 10 mesi di reclusione per minacce aggravate.

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