Nuova giunta, nuovo vice presidente e un piano straordinario per l’occupazione. La Camera di Commercio di Paolo Govoni muove i primi passi e svela le carte da giocare per favorire la ripresa delle imprese ferraresi. La parola d’ordine è il lavoro: dalla prima riunione di giunta, conclusasi in mattinata, escono il nome del nuovo vicepresidente (il presidente di Ascom, Giulio Felloni) e la prima bozza del piano di investimenti e contributi che la Camera di Commercio erogherà per favorire le assunzioni a tempo nella Provincia. E la presentazione del nuovo piano si trasforma in un’occasione per il presidente Govoni per ribadire la propria netta contrarietà all’ipotesi ‘renziana’ di sopprimere gli enti camerali per dare seguito alla spending review.
“I tagli alla spesa creano un danno doppio se agiscono dove non c’è spreco”, afferma il presidente della giunta. Pronto a sostenere a spada tratta la piena efficienza della Camera di Commercio di Ferrara e a chiedere al governo di non unire nello stesso fascio gli enti camerali più virtuosi da quelli più ‘spreconi’. Govoni cita un recente sondaggio dell’Istituto Tagliacarne, secondo cui le Camere di Commercio sono gli enti pubblici più apprezzati dalle imprese con l’81% dei giudizi positivi, davanti a prefetture, Comuni, Province, ministeri e Regioni (in coda a quota 51%), oltre a rappresentare il canale preferenziale del 63% delle aziende interessate all’export.
La giunta camerale ferrarese ha quindi appoggiato la recente proposta di Unioncamere, che suggerisce al governo di fissare tre parametri fondamentali per individuare le Camere di Commercio meno efficienti e quindi ‘sacrificabili’ sull’altare della spending review. In primis l’equilibrio di bilancio, almeno la metà del quale dovrà essere erogato in incentivi alle imprese. Ma anche i costi fissi per l’amministrazione dell’ente, che dovranno rientrare nei valori di alcune tabelle studiate ad hoc. “Tre parametri – afferma il segretario generale Mauro Giannattasio – che questa Camera di Commercio non avrebbe alcun problema a rispettare”. In particolare quello sulla percentuale di risorse da destinare alle imprese, che a Ferrara tocca quota 72%, tanto che, secondo Govoni, “la Camera di Commercio di Ferrara è tra le prime tre in Italia a livello di efficienza”. E il presidente dell’ente camerale chiude il capitolo spending review con un’ultima osservazione: “Le Camere di Commercio non pesano affatto sui bilanci pubblici. Anzi, quella di Ferrara restituisce mezzo milione di euro all’anno all’erario. E non dimenticate che, se le Camere dovessero davvero scomparire, qualche altro ente dovrà comunque svolgere gli stessi servizi per le imprese”.
Il resto dell’incontro è dedicato alla presentazione della giunta camerale e del nuovo piano occupazione. Quest’ultimo si svilupperà attraverso tre assi portanti, che puntano soprattutto sulla rapidità di attuazione e i possibili risultati già sul breve periodo: gli incentivi diretti per le assunzioni e quelli indiretti per lo sviluppo delle imprese ferraresi o per attrarre nuovi protagonisti sul territorio. Si va quindi dai contributi a fondo perduto per stabilizzare i contratti a tempo determinato a quelli destinati a garantire le imprese in cerca di finanziamenti presso le banche o i consorzi Confidi, fino ai finanziamenti diretti per lo start up di nuove aziende.
Per quanto riguarda i componenti della nuova giunta, già noti da qualche settimana, si tratta di Andrea Benini (con delega alla cooperazione), Gisella Ferri (industria), Nicola Gherardi (agricoltura), Alessandro Osti (commercio), Massimo Piva (agricoltura), Luigi Zepponi (agricoltura) e Donatella Zuffoli (artigianato). Chiudiamo con i costi del nuovo organo dirigente: il presidente Govoni percepirà un’indennità di 32 mila euro lordi all’anno, mentre ai componenti della giunta saranno corrisposti 2.500 euro all’anno. Il vice presidente Felloni non percepirà alcuna indennità dalla sua carica.
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