La Uila-Uil territoriale, sindacato di rappresentanza dei lavoratori dell’agroalimentare è a congresso – all’Hotel Leonora – per parlare della situazione economica di Ferrara e Rovigo ma anche europea con ospite Paolo De Castro, presidente uscente della commissione europea Agricoltura.
Se da un lato si evidenzia che l’agroalimentare sia uno dei settori trainanti dell’economia italiana, si lamenta con forza la mancanza di attenzione da parte della politica e dalle associazioni datoriali, con un mondo del lavoro caratterizzato spesso da rapporti di lavori precari.
Le cose, di primo acchito, sembrano andare tutto sommato bene per l’agroalimentare ferrarese. “A Ferrara il tasso di disoccupazione è arrivato al 14% – afferma Mirko Cavallini, segretario territoriale (Ferrara e Rovigo) della Uila-Uil – ma il settore agricolo è in controtendenza con un aumento delle giornate lavorate”. Non tardano però ad arrivare le pesanti note negative: “Come Uila siamo molto preoccupati per alcuni fenomeni di illegalità presenti nel territorio (ricordiamo che Ferrara detiene un triste primato, ndr)e che non possono fare da esempio”, continua Cavallini che nella sua relazione evidenzia come, in generale, “gli addetti a questo comparto sono per la maggior parte lavoratori stranieri, più esposti alla mancanza di tutela, alla ricattabilità e a salari al ribasso. La gestione del mercato del lavoro – afferma – è passata in alcuni casi ad una gestione quasi unilaterale da parte delle grosse aziende che determinano chi deve andare a lavoro, con quali tariffe, in taluni casi anche nel nostro territorio, con salari non corrispondenti ai livelli garantiti dai contratti nazionali o dai contratti provinciali di lavoro”. Tanto che, si lancia Cavallini, “in un certo senso possiamo dire che vi è un ritorno al latifondismo”.
Dito puntato sul ‘lavoro grigio’: “Persone che vengono regolarmente assunte ma a cui non vengono pagati per intero i contributi – spiega Cavallini – o, peggio ancora, persone che hanno prospetti paga regolari e che però percepiscono salari non in linea con quanto indicato nel prospetto stesso” e al fenomeno dell’appalto irregolare “che sottrae lavoro buono spostandolo sotto forma di interposizione di manodopera che priva i lavoratori del giusto salario e mette in serio pericolo la coesione sociale”. Da qui la richiesta rivolta a tutte le associazioni sindacali di categoria di impegnarsi con forza, davanti a quei fenomeni di illegalità già segnalati – “che sono comunque pochi a Ferrara”, sottolinea Cavallini – a incalzare Confagricoltura, Coldiretti e Cia “affinché siano più coerenti con quanto sottoscrivono”.
Al congresso è intervenuto anche il presidente uscente della commissione europea Agricoltura ed ex ministro all’Agricoltura Paolo De Castro che ha incentrato il suo critico intervento sul ruolo dell’Italia all’interno della politica agricola europea. “L’Italia è assente dai tavoli che contano” sostiene De Castro che invita “a vedere l’Ue non come una controparte ma come un organismo di cui far parte per sviluppare le politiche agricole e rafforzare l’agroalimentare italiano”.
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