Bondeno
10 Aprile 2014
I quattro indagati per l'omicidio colposo dell'operaio Tarik Naouch non hanno richiesto riti alternativi

Terremoto e crolli, sfida di consulenze per i capannoni Ursa

di Ruggero Veronese | 2 min

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admin-ajax (9)Si preannuncia una sfida a colpi di consulenze il processo che dovrà chiarire le responsabilità per il crollo, durante il terremoto del 20 maggio 2012, dei capannoni Ursa di Stellata di Bondeno, in cui perse la vita l’operaio 29enne Tarik Naouch. Il gup Silvia Marini del tribunale di Ferrara ha infatti fissato, su richiesta del pm Nicola Proto, una nuova udienza con contraddittorio in cui saranno presenti tutti i consulenti delle parti in causa: dalla procura ai quattro imputati per omicidio colposo in concorso finiti al centro dell’inchiesta per presunte mancanze e omissioni durante la costruzione e il collaudo dei capannoni.

Si tratta di Pierantonio Cerini, 47 anni di Arezzo, Franco Mantero, ferrarese di 60 anni, presidente dell’ordine degli ingegneri della provincia di Ferrara, Simonello Marchesini, 61 anni, di Castiglion Fiorentino, e Mauro Monti, ferrarese di 50 anni, ingegnere capo della Provincia di Ferrara.  A indicare queste quattro persone come possibili responsabili del crollo è la consulenza in mano alla procura, che contesta ai vari imputati i difetti strutturali riscontrati negli stabili: Cerini, progettista del capannone Ursa di via Zerbinate, non avrebbe eseguito in maniera esaustiva la verifica delle forcelle di vincolo alle travi, in particolare per quanto riguarda i fenomeni di collasso a catena.

Sempre riguardo alle travi si base anche l’ipotesi di reato per Mantero, ex direttore dei lavori, e Marchesini, rappresentante legale della ditta Stimet che eseguì i lavori: secondo la procura infatti per il collegamento tra pilastri e travi sarebbero stati utilizzati perni piuttosto che – come era previsto nel progetto – bulloni. E queste ipotesi hanno come diretta conseguenza l’imputazione di Monti: a lui, in qualità di collaudatore, spettava il controllo finale e la verifica che il progetto non contenesse violazioni normative e che combaciasse con la costruzione effettivamente realizzata.

Saranno le prossime udienze a chiarire se ci sarà un rinvio a giudizio per i quattro indagati. Per il momento, fanno sapere le difese, nessuno ha fatto richiesta di riti alternativi.

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